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«Ricorso improcedibile», non c’è la staffetta tra Bariola e Raggi in Consiglio

A due anni e mezzo dalle Comunali 2017 colpo di scena nella vicenda giudiziaria che vede i due giovani esponenti del centrosinistra rivendicare il posto in minoranza. Il Tar di Parma ribalta il verdetto del Tribunale di Piacenza

«Ci è arrivata comunicazione questa mattina dal Tar di Parma che il ricorso di Samuele Raggi è improcedibile». Con queste parole il sindaco Patrizia Barbieri ha notiziato l’aula consiliare dell’ultimo colpo di scena nella querelle relativa alle operazioni di scrutinio delle Elezioni Comunali del 2017. La vicenda è arcinota. Il Tribunale di Piacenza nel giugno 2019 aveva riconosciuto che al seggio n. 103 di Borghetto, alle Elezioni Comunali del 2017, c’era stato un errore e dichiarò «falso il verbale delle operazioni dell’ufficio elettorale di quella sezione», dove si attribuiscono 12 preferenze al candidato Francesco Petronzio e 0 a Samuele Raggi.

L’ex consigliere comunale Raggi – oggi esponente di “Italia in Comune” Samuele Raggi-4di Federico Pizzarotti – si era visto dare ragione dal Tribunale piacentino sul suo caso dopo una lunga battaglia. Dopo due anni, la sentenza del Tribunale di Piacenza. Che poi costrinse il Comune a pagare 9mila e 93 euro a Raggi, per spese legali e processuali.

Nella consultazione elettorale dell'11 giugno 2017 Raggi ottenne 124 preferenze, risultando secondo della lista del centrosinistra “Con Rizzi la Piacenza del futuro”, dietro a Gianluca Bariola, primo dei non eletti e poi subentrato a Palazzo Mercanti al dimissionario Paolo Rizzi. Raggi rimase però sorpreso osservando i voti ottenuti nel seggio che lui stesso aveva presidiato il giorno delle Elezioni, Borghetto. Secondo Raggi quei voti erano finiti per un errore di trascrizione al collega di lista Francesco Petronzio. Lo stesso presidente di seggio di Borghetto riconobbe l’errore formale, ma i dati erano già stati trasmessi e vennero proclamati gli eletti.

Raggi decise immediatamente di fare ricorso al Tar di Parma. Quei 12 voti gli sono poi costati il sorpasso di Bariola, decisivo per l’ingresso in Consiglio comunale tra i banchi dell’opposizione, quando Rizzi si è fatto da parte. La vicenda dal Tar di Parma si è poi spostata anche al Tribunale di Piacenza nell’ottobre 2017. Il Tribunale ha dato l’ok al riconteggio: si è deciso di nominare un perito del Tribunale che a febbraio 2019 ha riaperto e riguardato le schede di Borghetto. I dodici voti in più di Raggi, dopo il conteggio dei voti contenuti nelle buste, c’erano. A giugno 2019, la pronuncia del Tribunale, che a settembre ha poi costretto l’ente comunale a pagare le spese a Raggi. Ma il Tar di Parma ha poi cambiato la situazione, dichiarando improcedibile il ricorso: Bariola rimane consigliere comunale.  Tutto ciò perché non è stata impugnata la delibera con il quale il Comune di Piacenza ha surrogato il consigliere comunale Paolo Rizzi. Ora Raggi potrebbe però fare ricorso al Consiglio di Stato. «La sentenza del Tar – dichiara Bariola a margine della seduta consiliare del 9 dicembre - dimostra che le questioni, penso, sono più complicate di quello che appaiano. A chi aveva dato giudizi personale e politici affrettati nei miei confronti, risponde proprio questa sentenza».

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