«Riempiamo le piazze difendendo la Costituzione e ci definiscono antipolitica»

Cinquecento persone hanno partecipato all'iniziativa del Movimento 5 Stelle in piazza Sant'Antonino. Di Battista riscalda la folla: «Abbiamo tutti contro. La corazzata renziana è enorme»

«Fidatevi delle immagini di questa serata. In questa piazza siamo in tanti, non ci sono barriere, potete fare i selfie con noi. Le forze dell’ordine presenti sono tranquille, perché i ladri non sono qui ma altrove. Questa è una piazza normale». Così Alessandro Di Battista ha esordito in una piazza Sant’Antonino colma di gente per assistere all’IodicoNotour del Movimento 5 Stelle, che ha visto salire sul palco numerosi parlamentari grillini per invogliare a votare no al Referendum Costituzionale di domenica 4 dicembre. La grande folla – circa 500 persone (secondo la Questura) che hanno sfidato una temperatura vicina allo zero sono un successo - voleva soprattutto ascoltare Di Battista, l’ultimo esponente grillino che ha chiuso il comizio. Facce giovani, una Piacenza che guarda con speranza al Movimento e incita i suoi rappresentanti ad andare avanti. La politica che torna in piazza, al gelo, per unire base e vertici: esperienza ormai rara nella vita politica italiana e soprattutto piacentina. Dal palco il capogruppo 5 Stelle in Comune Mirta Quagliaroli ha dato il via alla carrellata di interventi degli esponenti nazionali (tra loro c’erano Danilo Toninelli, Vito Crimi, Carlo Sibilia) senza mai parlare delle Amministrative della prossima primavera, dove i pentastellati nutrono grandi speranze. «Stasera si parla di Referendum», puntualizza a margine proprio Quagliaroli. Dal palco intanto parte qualche “buu” quando vengono nominati gli onorevoli piacentini Bersani e De Micheli, oltre al presidente campano De Luca. Peccato per il paragone un po’ fuori luogo “Renzi meno credibile di Lapo Elkann” espresso dal vulcanico Sibilia. Ma a tenere banco è stato soprattutto il No alla riforma costituzionale: Sibilia srotola sul pubblico il “nuovo” articolo 70, ritenuto lungo e incomprensibile.

«Questa è una riforma legata a Goldman Sachs – ha spiegato Di Battista ai giornalisti presenti dietro al palco - portata avanti dalle banche d’affari, non mi stupisce che anche Prodi la voti». Votare no come Salvini e Berlusconi invece cosa le suscita? «Voto no come l’Anpi – la pronta replica - come Bersani, come gente che vota Sel, qua si tratta di riforme costituzionali e la Costituzione è stata approvata da padri costituenti del Pci, del Psi, da monarchici, da democristiani, qua si tratta di Costituzione. Non si può giudicare così. Qualcuno dice “ah ma voi votate come Salvini” e a questo si risponde “'voi votate come Verdini”. Ma questa risposta è sbagliata perché Verdini non solo vota queste riforme, ma le ha scritte! Che è tutta un'altra cosa. Tra l’altro è un soggetto della P3 condannato e per cui è stata chiesta una condanna a 4 anni di carcere». E il 5 dicembre cosa succederà? «L’unica cosa certa dopo il 4 dicembre è che cambieranno la legge elettorale perché gli fa paura il Movimento 5 Stelle. L’hanno votata loro, era la migliore del mondo, ora si rendono che forse avvantaggia noi e la cambieranno. Cambiano le leggi elettorali in base ai sondaggi. Se ragionano così sulla legge elettorale, fanno lo stesso sulla Costituzione. Così avranno la stragrande maggioranza del Senato». Di Battista ci va cauto con i pronostici. «I sondaggi non li guardo, non li giudico. È sempre stato Davide contro Golia per me, perché è difficile: noi siamo in piazza al freddo, abbiamo la voce, il palco, la rete, ma di là hanno la Rai, i giornali, la televisione che appena la accendi compare Renzi…Noi ce l’abbiamo messa tutta, non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo seminato il massimo e vedremo il 5 cosa raccoglieremo. Di più non potevamo fare».

Sul palco poi cita Mark Twain, ricorda gli esiti dei referendum sui rimborsi ai partiti e sull’acqua pubblica. «La destra ha creato Equitalia e la sinistra ha abolito l’articolo 18. Fanno giochetti e walzer e giravolte tra di loro, fanno solo finta di litigare. Destra e sinistra sono uguali. Anzi, peggio la sinistra che ti dà una pacca sulla schiena e ti prende in giro». «Mai avrei pensato di entrare in parlamento – si è confidato con il pubblico -. Abbiamo tutto il sistema mediatico contro. Questo è un Paese strano che va al contrario e se la prende più per un congiuntivo sbagliato che per l’incostituzionalità di una legge». Il nemico fa però paura. «Il 4 sarà dura: noi siamo sempre in piazza ma la loro è la corazzata renziana che fa una propaganda enorme: Confindustria, Jp Morgan, Prodi, Obama, le banche,,,». Ce n’è anche per i giornalisti, non solo dei grandi media nazionali. «Non credo che i giornali locali abbiano dedicato tante pagine a noi e le nostre piazze non le riprendono, perché sono piene. Siete qua e noi non vi abbiamo promesso niente. E poi ci chiamano antipolitica. A noi che difendiamo nelle piazze la Costituzione».

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