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Rifiuti liguri, Garetti: "Nessun beneficio per la cittadinanza"

L'intervento del consigliere comunale della lista civica "Sveglia"

Questo è l’aiuto che Piacenza, con l’inceneritore Iren/Tecnoborgo, darà per due mesi a Genova. Decisione, tanto per cambiare, presa passando sulle teste dei cittadini, con un accordo di collaborazione tra le due regioni competenti. Solo alcune considerazioni, in risposta alla propaganda su “quantità gestibile” e “sconti sulla Tari”. Innanzitutto la Regione non può obbligare una città a farsi carico di tali problematiche, ed infatti Parma aveva subito detto NO all’arrivo di rifiuti da fuori provincia. Certo gli amministratori per logiche di partito possono/devono condividere decisioni superiori, sempre e comunque senza mai coinvolgere residenti e cittadini. Parliamo della quantità gestibile. Piacenza sta da tempo facendo un buon lavoro (a differenza di Genova) sulla raccolta differenziata: che benefici hanno avuto i cittadini ?

Quando e come i cittadini avranno un beneficio sulla tassa dei rifiuti per questa emergenza? Senz’altro ci guadagneranno Iren e Tecnoborgo, oltre alle società addette allo smistamento. E qui reinneschiamo una vecchia diatriba: ma perché i rifiuti (parliamo di privati) vengono pagati in parte in base al numero di componenti del nucleo famigliare e in parte alla metratura dell’immobile? Forse che una persona sola in un appartamento di 120 mq. (che magari differenzia) produce più rifiuti di un nucleo di 4/5 persone in 70 mq ?

Tutto il sistema di raccolta e costo dei rifiuti andrebbe rivisto: le proposte e gli esempi, anche decisamente virtuosi, in merito non mancano. Ma torniamo al problema centrale: i cittadini di Piacenza vogliono questi rifiuti? Se è provato che l’inceneritore a basso regime può provocare diossina, è provato il contrario, cioè che se funziona a pieno/pienissimo regime, non ci sono problemi/rischi per la salute?

Inoltre, è’ normale accettare questa imposizione supinamente, contestualmente al probabile avvio dei lavori di costruzione di un nuovo bitumificio a pochi km da Piacenza o all’utilizzo del CarboNext in un cementificio in Provincia? E’ normale accettare supinamente di soccorrere chi, come ringraziamento, decide arbitrariamente se “concedere” o  meno  alla Provincia di Piacenza risorse idriche indispensabili al normale funzionamento dell’attività agricola e civile, che le spettano di diritto? Proviamo per una volta a smettere di usare il territorio solo come un “bancomat” di consensi nei palazzi che “contano” a discapito dei cittadini che “tanto poi ci votano lo stesso”? Meditiamo Gente, meditiamo….

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