Rifiuti di Malagrotta in Emilia-Romagna. Bertelli a Pollastri: «Per Piacenza pericolo scampato»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

“Rifiuti romani in arrivo in Emilia-Romagna, ma non a Piacenza”: ad escludere l’utilizzo dell’inceneritore di Borgoforte è il Sottosegretario Alfredo Bertelli rispondendo ad un’interrogazione urgente di Andrea Pollastri (PdL).

L’azzurro, appresa la notizia ella chiusura, lo scorso 1° ottobre, della discarica di Malagrotta, e delle conseguenti polemiche sulla destinazione dei rifiuti ella Capitali, diretti nelle altre discariche laziali ma anche nelle regioni del nord, aveva chiesto alla Giunta Regionale se vi fosse in arrivo dell’immondizia anche in Emilia-Romagna, in particolare all’inceneritore di Piacenza, e di che tipo di materiale si trattasse.

“La normativa Comunitaria e nazionale – ha spiegato Bertelli – prevedono la libera circolazione dei rifiuti speciali destinati a smaltimento e anche a quelli urbani qualora avviati ad impianti di recupero. Pertanto rifiuti prodotti da aziende di altre Regioni potranno essere conferiti presso impianti regionali, questo on comporterà in alcun modo un incremento della capacità complessiva di gestione dei rifiuti in Regione Emilia-Romagna che il redigendo Piano dei Rifiuti determinerà.”

“Risponde al vero – ha proseguito – il fatto che parte dei rifiuti prodotti nel territorio laziale sono smaltiti in impianti ubicati nel nostro territorio regionale. Risulta infatti che, a seguito di procedura negoziata, è stato affidato il servizio prelievo, carico, trasporto, recupero e/o smaltimento dei rifiuti prodotti giornalmente negli impianti di Trattamento Meccanico Biologico dell’Azienda Municipale Ambientale di Roma, a società che gestiscono impianti di smaltimento ubicati in Emilia-Romagna. La tipologia dei rifiuti oggetto di tale affidamento riguarda rifiuti speciali costituiti dalla Frazione Organica Stabilizzata dei rifiuti urbani indifferenziati (FOS), destinati prioritariamente a operazioni di recupero, in sostituzione di materiali naturali, finalizzate alla copertura giornaliera della discarica.” Si tratta, in sostanza, di compost utilizzato il ritombamento di cave dismesse, la sistemazione di aree di rispetto di autostrade e ferrovie (scarpate, argini, terrapieni), la costituzione di aree verdi di grandi dimensioni (parchi pubblici, campi da golf, campi da calcio, ecc.), il ripristino ambientale di aree inquinate, ecc.”

“Si esclude – ha terminato Bertelli - l’utilizzazione dell’impianto di termovalorizzazione di Piacenza in quanto tale impianto non è autorizzato a trattare la FOS”

“Queste parole rassicurano i cittadini piacentini – ha chiosato Pollastri – auspico che la Regione vigili sulla qualità di quanto entra negli impianti di smaltimento emiliano-romagnoli per evitare che possano, in qualsiasi modo, nuocere alla salute. Sarebbe comunque interessante sapere quali sono questi impianti e dove si trovano.”

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