Rifondazione Comunista chiede al Comune solidarietà per i facchini della Gls licenziati

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Rifondazione Comunista chiede che l'amministrazione comunale si esprima per il rientro al lavoro dei facchini USB licenziati dal consorzio delle solite cooperative della logistica al servizio di GLS. Non ci nascondiamo il fatto che la rottura dell'unità tra i lavoratori abbia prodotto un conflitto tra poveri che si è manifestato anche in pratiche fortemente sbagliate, ma tutto ciò richiede uno sforzo di inclusione e attenzione proprio verso la parte socialmente più fragile. Le accuse che oggi vengono sostenute nei confronti dei facchini della GLS sono le stesse che anche in altre vertenze sono state strumentalmente utilizzate verso i loro colleghi di altri impianti, ma ciò non ha impedito che si giungesse a sintesi positive. Le lotte sviluppatesi in questi anni nel comparto logistico ci dicono che il percorso di costruzione di un nuovo movimento operaio conflittuale e coerente non corrisponde ad un processo immediato e meccanico di formazione di una coscienza di classe, ma proprio per queste ragioni è necessario non lasciare solo nessun lavoratore anche in presenza di errori e sgrammaticature politiche. Rifondazione Comunista non ha dubbi sta, come sempre, dalla parte dai facchini in lotta, qualunque sia la sigla sindacale che li rappresenta nella rivendicazione dei loro diritti; i delegati sindacali e i lavoratori a tempo determinato licenziati dalla GLS devono essere immediatamente riassunti. Non può esservi nessuna coincidenza di posizioni con chi sfrutta, la ragione sta sempre dalla parte opposta. 

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