Rifondazione Comunista: «Non possiamo restare silenti su quanto sta avvenendo in Siria»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

In queste ore sta andando in scena l'ennesimo sconsiderato attacco militare giustificato con motivazioni umanitarie. Le bombe hanno cominciato a colpire il popolo siriano con la scusa di abbattere il regime criminale di Bashar Hafiz al-Asad svvallate dal silenzio dell'Occidente e delle Istituzioni Internazionali.

La Federazione Provinciale di Rifondazione Comunista fa proprie le parole del Segretario Nazionale Maurizio Acerbo nel condannare tale attacco e nel rivendicare la ricerca di una via pacifica per la risoluzione delle controversie internazionali, così come decretato dall'Articolo 11 della Costituzione Italiana. L'Italia ripudia ogni guerra, è scritto sulla Carta, e dunque chiediamo alle Camere di ritirarsi dall'ennesima guerra che puzza di colonialismo, le cui motivazioni (ed è pure l'inglese Jeremy Corbyn a sostenerlo) si teme possano nascondere l'ennesima bufala sulla detenzione di armi chimiche. Ovviamente non ci schieriamo al fianco di un governo criminale che è il primo responsabile delle violenze subite dal proprio Popolo, ma al tempo stesso sottolineiamo come  la motivazione addotta sembri utile solo ad avvallare l'ennesima guerra di aggressione e di rapina.

Le motivazioni “umanitarie”, infatti, stridono con il silenzio complice di fronte al massacro di Palestinesi, Curdi, Yemeniti ed alle mega-vendite di armi (anche italiane) a regimi reazionari dell’area. Non possiamo restare silenti e rassegnati di fronte a tutto ciò. Rifondazione Comunista propone a tutte le forze sociali e politiche che vogliono vedere applicato l’art. 11 della nostra Costituzione di alzare la voce in una mobilitazione per dire no alla guerra”.

La Federazione di Rifondazione Comunista di Piacenza

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