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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
La polemica

Rinunce a cani e gatti e presa in carico nelle strutture, aumentano le tariffe

Sgorbati (Civica Barbieri): «Aumenti per fare cassa, ma mai comunicati dall’Amministrazione». Infantino (Pc Coraggiosa): «Per scoraggiare i proprietari»

«La Giunta Tarasconi fa sapere solo i numeri che vuole. Ad esempio non ha informato dell’aumento delle tariffe della custodia dei cani smarriti o della loro cattura, tariffe che sono aumentate notevolmente». Così Federica Sgorbati, consigliera della Civica Barbieri-Liberi, ha attaccato l’Amministrazione in Consiglio per aver ritoccato le tariffe che scattano quando un cittadino rinuncia (per vari motivi) ad un cane o ad un gatto e le strutture comunali sono costrette a farsene carico.

«Quando una persona deve rinunciare ad un cane - ha spiegato Sgorbati durante il dibattito sul bilancio - oggi paga 120 euro, ma dopo questo bilancio previsionale saliranno a 500 euro. La cattura di un cane di proprietà aumenta da 21 a 30 euro, la restituzione del cane smarrito dopo una permanenza al canile da 2 euro e 65 al giorno a 10 euro. La rinuncia di proprietà di un gatto da 120 a 250 euro. Volete raccontarci che, in questo modo, volete disincentivare gli abbandoni? Ci sono dei casi di impossibilità sopravvenuta nel tempo, come l’ingresso in una casa di riposo di un proprietario anziano».

«La decisione non è stata adottata - ha spiegato Boris Infantino (Pc Coraggiosa) - allo scopo di fare cassa e introiti. Stiamo parlando, infatti, di numeri molto bassi, sono solo 12 i cani lasciati alla struttura nel 2022. La scelta è stata presa per tutelare gli animali, per evitare scelte avventate dei proprietari e comportamenti irresponsabili poco dopo la presa in carico di un cane. Comunque la tariffa di Piacenza era la tre più basse dell’Emilia-Romagna».

«Però le tariffe non sono passate per il Consiglio - ha preso la parola anche Patrizia Barbieri della civica del centrodestra - ma solo in Giunta. Su alcune partite siete superficiali, fate scattare un aumento senza renderlo noto non solo ai cittadini ma ai consiglieri stessi. L’aumento espone molte persone che hanno difficoltà, non economiche. Ad esempio un anziano non rinuncerebbe mai alla compagnia del cane, ma viene costretto ad abbandonarlo quando una casa di riposo lo accoglie e gli impone il divieto di portarlo con sé».

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