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Giovedì, 11 Agosto 2022
Politica

La Regione riordina le sue partecipate e intende dismettere la quota in Piacenza Expo

Dalle aggregazioni due poli di eccellenza nella programmazione territoriale e nell'Ict: 23 società interessate tra dismissioni, fusioni e conferme. In vendita l'1,01% di Piacenza Expo

"Partecipazione non necessaria, nell’ottica di un più ampio ridisegno dell’assetto industriale e societario del sistema fieristico regionale, incentrato sull’integrazione dei poli di Parma, Bologna e Rimini": Così la Regione Emilia-Romagna comunica la volontà di dismettere la sua partecipazione (detiene l'1,01% di quote) nell'ente fieristico piacentino di "Piacenza Expo". La società non è ritenuta indispensabile dall'ente: la quota - secondo l'advisor della Regione ha un valore quantificabile tra i 40mila e i 115mila euro - verrà messa in vendita entro la fine del 2018. 

IL COMUNICATO DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Ventitré società interessate, dismissioni, fusioni e aggregazioni. La Giunta regionale ridisegna il panorama delle partecipate in Emilia-Romagna nel nome sia della razionalizzazione della spesa sia della ulteriore valorizzazione delle competenze, tutelando posti di lavoro e professionalità. Sono gli obiettivi della delibera, approvata nel corso dell’ultima seduta di Giunta, il cui piano porterà anche a un progetto di legge specifico. Dieci le dismissioni previste, per le quali peraltro la Regione potrà intervenire con forme diverse dalla partecipazione azionaria a sostegno di attività e progetti di particolare rilevanza. Entro pochi mesi il via ai primi bandi che disciplineranno le procedure di cessione. Per quanto riguarda le società in house, saranno inoltre creati due soggetti specializzati: il primo nel settore della programmazione e valorizzazione territoriale con la fusione fra Aster Scpa ed Ervet Spa, previa acquisizione del ramo di azienda di pertinenza regionale di Finanziaria Bologna Metropolitana Spa (e sua successiva liquidazione). Il secondo riguarda le politiche dell’Ict, Information and communications technology, con l’aggregazione di Cup 2000 Scpa e Lepida Spa: quest’ultima acquisirà il ramo di azienda di Cup 2000 inerente l’Ict. Tempi brevi per il progetto di legge che definirà la nascita di questi nuovi soggetti. Confermate Fer Srl e Apt Servizi Srl, peraltro già coinvolte in un processo di razionalizzazione organizzativo e gestionale delle funzioni trasversali.  Vengono invece mantenute le partecipazioni in sette società non in house per le loro caratteristiche ritenute strategiche per le politiche regionali. 

Le partecipazioni confermate nelle società non in house  Le partecipazioni confermate, per le loro caratteristiche di strategicità e indispensabilità per la fornitura di servizi di interesse generale sono sette: Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna Spa, Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori – Irst Srl, Bolognafiere Spa, Fiere di Parma Spa, Italian Exhibition group Spa (già Fiera di Rimini Spa), Tper Spa, Porto Intermodale Ravenna Spa Sapir.

Le dismissioni  Ecco le società interessate: Centro Agroalimentare di Bologna, Centro Agro-Alimentare Riminese e Cal – Centro agroalimentare elLogistica di Parma; Reggio Children- Centro internazionale per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini Srl e Banca Popolare Etica Scpa. In questi casi la scelta è quella di orientarsi verso percorsi alternativi a quelli attuali, cioè creare sostegno a favore di iniziative e progetti che si caratterizzano per la loro qualità e rilievo per la crescita della comunità territoriale.  Coinvolte nella dismissione anche Terme di Castrocaro Spa, Terme di Salsomaggiore e Tabiano Spa; Infrastrutture Fluviali Srl; Piacenza Expo Spa, quest'ultima coinvolta nel più ampio ridisegno dell’assetto industriale e societario del sistema fieristico regionale, incentrato sull’integrazione dei poli di Parma, Bologna e Rimini. “Finalmente- commenta l’assessore regionale al Bilancio, Emma Petitti- entriamo nella fase finale di un processo che la Regione ha voluto e avviato da tempo, ben oltre quanto imposto dalla legislazione vigente, per un’autonoma scelta politica finalizzata a un unico obiettivo: costituire un sistema societario strategico per l’innovazione e lo sviluppo, che risponda sempre meglio ai bisogni dei cittadini e delle imprese, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse”.

LUNNI (FORZA ITALIA): «ENNESIMO SCIPPO DELLA REGIONE»

«Apprendiamo con preoccupazione – fa sapere il consigliere provinciale di Forza Italia Matteo Lunni - che il percorso segnato per Piacenza Expo, appare ormai ineluttabile e la Regione procede spedita verso quello che sarà l'ennesimo scippo alla Provincia di Piacenza: la Regione, infatti, ha approvato la dismissione delle proprie quote di partecipazione nell'Ente fieristico piacentino perché, si legge nel comunicato ufficiale, "coinvolto nel più ampio ridisegno dell’assetto industriale e societario del sistema fieristico regionale, incentrato sull’integrazione dei poli di Parma, Bologna e Rimini". Insomma siamo destinati a diventare succursale della Fiera di Parma, a cui arriveranno i finanziamenti regionali e che, presumibilmente, terrà per sé le manifestazioni più importanti e redditizie. Non più di una settimana fa, nell'ultimo Consiglio Provinciale, si è votato per mantenere la presenza della Provincia in Piacenza Expo: in quell'occasione ho invitato le Istituzioni provinciali a non accettare supinamente il destino che Bologna ci impone ma di pensare altre alleanze strategiche che diano maggior spazio d'azione alla nostro Ente Fieristico. Credo che anche la nuova Amministrazione Comunale di Piacenza (il Comune è primo azionista) debba essere sentita e coinvolta, assieme alle Associazioni economiche del territorio e le Università, per definire una strategia su Piacenza Expo da presentare alla Regione, che lo preservi dalla marginalizzazione a cui sembra condannato».

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