Martedì, 26 Ottobre 2021
Politica

Riordino Protezione Civile, Foti: «Norme più chiare grazie al Pdl»

Il deputato piacentino Tommaso Foti è intervenuto in aula a Montecitorio nel corso del dibattito sulla conversione del Decreto Legge n. 59 recante disposizioni per il riordino della Protezione Civile

«E’ giusto e meritorio avere messo mano al riordino della Protezione civile e altrettanto giusto e doveroso rivendicare alla Protezione civile i meriti che ha avuto, anche a livello della sua dirigenza ed anche a livello di coloro i quali in precedenza se ne sono occupati». Con queste parole è intervenuto in aula a Montecitorio il deputato piacentino Tommaso Foti nel corso del dibattito sulla conversione del Decreto Legge n. 59 recante disposizioni per il riordino della Protezione Civile, aggiungendo inoltre: «C'è il rapporto OCSE 2010, che fa giustizia di quella macchina di fango che è stata messa in moto successivamente al solo fine di screditare politicamente un'attività, che meritoriamente era stata svolta e che aveva dimostrato, soprattutto nell'occasione del terremoto dell'Abruzzo, la propria efficienza».

Il gruppo del Popolo della Libertà ha espresso voto favorevole al provvedimento, ma l’onorevole Foti nel corso del suo intervento ha voluto evidenziare alcuni importanti correttivi apportati grazie al lavoro dei Commissari del PDL, che hanno reso la disposizione di legge più chiara e concreta. Foti, componente della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, ha prima di tutto ricordato come 2 articoli del Decreto Legge siano stati soppressi su impulso del gruppo PDL, quale, ad esempio, quello riguardante l’assicurazione volontaria per quanto riguarda gli eventi calamitosi: «un’idea buona, ma con modalità inaccettabili, con il tutto demandato ad un regolamento da adottare da parte del Governo entro 90 giorni, con una prassi, francamente, abbastanza sconcertante e con un livello di improvvisazione che non era da meno». 

Il parlamentare piacentino ha sottolineato inoltre come sia stata «condivisa con l'Esecutivo l'idea che lo stato di emergenza non potesse essere qualcosa di indefinito nel tempo», seppur differendo la durata dello stesso, ora di 150 giorni, dalla proposta originaria contenuta nel decreto e ha ricordato altri due interventi “particolarmente significativi” presenti nel Disegno di Legge: il primo, il fatto che «le spese sostenute dai comuni e dalle province in occasione degli stati di emergenza debbano essere escluse dal calcolo del Patto di stabilità»; il secondo, «l’introduzione anche del fatto che le ordinanze possano finalmente interessare anche i beni culturali e ambientali e la loro messa in sicurezza, cosa che fino ad oggi era preclusa e che ha destato non soltanto preoccupazione ma in alcuni casi ha determinato il depauperamento di un patrimonio storico e culturale del quale siamo fieri».

Un tema sul quale l’onorevole Foti ha voluto essere molto chiaro è stato quello delle gestioni commissariali: «noi non accettiamo – ha dichiarato - in linea di principio il processo alle intenzioni e soprattutto il processo alle gestioni commissariali in corso. Riteniamo che il Governo abbia il diritto e il dovere di presentarsi davanti alle Commissioni competenti e singolarmente relazionare per ogni gestione commissariale, al fine di poter decidere quale gestioni commissariali meritino anche per il 2013 di poter continuare e quali invece, entro il 31 dicembre 2012 dovranno concludere la propria attività. Ma su un punto vogliamo essere chiari: vi sono delle opere infrastrutturali sulle quali abbiamo detto in sede di Commissione e lo ribadiamo qui in Aula che il commissariamento dovrà essere necessariamente prorogato», ricordando comunque come in base al provvedimento di legge in approvazione, sui siti dei Commissari e della Protezione Civile dovrà  essere analiticamente rendicontato il lavoro delle gestioni medesime.

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