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Rivergaro, Maloberti: «Molti dubbi sull’operato della Giunta Albasi»

L’attacco del consigliere di “Noi per Rivergaro”: «Percorso amministrativo caratterizzato da mancanza di chiarezza e sfociata, in molte occasioni, nella bugia»

Giampaolo Maloberti

«Un detto nel mondo marinaro dice che “non esiste vento favorevole per un marinaio che non sa dove andare”. Penso di poter affermare senza ombra di dubbio che calzi perfettamente per definire l’operato della Giunta Albasi, basato su un percorso amministrativo caratterizzato da mancanza di chiarezza, sfociata, in molte occasioni, nella bugia. Forse per mancanza di indipendenza e onestà intellettuale, per non intaccare posizioni acquisite e consolidate nel tempo, associata all’incapacità di affrontarle». Così Giampaolo Maloberti, consigliere comunale di “Noi per Rivergaro”, dai banchi dell’opposizione incalza la Giunta Albasi su alcune questioni.

«Lascia stupefatti l’atteggiamento della segretaria comunale, non a caso oggetto di un esposto e di una mozione di sfiducia della minoranza: la dottoressa Mezzadri in diverse occasioni (vedi mancata pubblicazione di determine e delibere sul sito del comune) ha negato l’evidenza prendendoci in giro, affermando che a sostenere il falso eravamo noi. La segretaria comunale pur ammettendo, dimostrando di essere a conoscenza, che qualcosa non andava (vedi testimonianza resa alla Guardia di Finanza inerentemente alla gestione della pesa comunale) e che la situazione era fuori controllo (vedi la risposta al nostro esposto in cui ammetteva che era impossibile verbalizzare regolarmente) non ha fatto niente per risolvere il problema facendo legittimamente sorgere il dubbio che a lei andasse bene così».

«Per restare nel mondo marino tutti sanno che “nel torbido si pesca meglio”. Da parte della maggioranza evidenziamo una assoluta mancanza amministrativa. Non ha avuto nemmeno la capacità di fare proprie alcune idee che la minoranza ha prodotto dietro richiesta della popolazione che ci ha chiesto di essere propositivi. Sono state approvate nostre mozioni. Speravamo che fosse stato fatto per il bene comune. Ci siamo resi conto che è stato fatto solo per darci il contentino, non trasformandole in realtà. Di casi ne abbiamo tantissimi. Il più eclatante sicuramente i cassonetti dei rifiuti in Piazza Dante che a noi piace chiamare Piazza Nuova. Stiamo dando danno l’immagine di un paese alla deriva a tutti coloro che transitano sulla SS 45. Praticamente una discarica a cielo aperto. Prima si approva una mozione per il loro interramento inserendo l’opera nel piano

triennale delle opere pubbliche. Poi tutto viene stralciato e si scopre che non era nemmeno iniziato l’iter per richiedere il finanziamento per la loro realizzazione. Questo caro Sindaco non vuole dire prendere in giro la minoranza. Questo significa prendere in giro i rivergaresi. Caro assessore Rancati veda se riesce a fare qualcosa perché purtroppo di puntuale al momento ci sono state solo delle gran balle».

«L’asfaltatura di una strada vicinale a Montechiaro, che non serve praticamente a nessuno, fa sorgere il sospetto, anche se ne abbiamo praticamente la certezza, che la vostra azione amministrativa sia solo ispirata da qualche promessa, elettorale invece che da una progettualità, dalla conoscenza del territorio, dalla volontà di realizzare interventi strutturali e funzionali. A pochi km di distanza, versa in condizioni pessime un tratto di strada ben più trafficato. Stiamo parlando della strada comunale che permette di raggiungere al strada provinciale del Bagnolo da Montechiaro. Sempre più devastata anche per effetto di una frana. Caro Sindaco le amministrazioni comunali limitrofe, con una delle quali condividiamo anche un tecnico comunale, a dimostrazione che la differenza è tutta e soltanto nella vostra incapacità, sono intervenute pesantemente sulla viabilità collinare grazie ai contributi e alla collaborazione del Consorzio di Bonifica. Voi avete risposto (interrogazione orale 8061 del 19 luglio 2019) che costa troppo e che quindi è meglio far finta di niente».

«Abbiamo portato idee e offerto collaborazione anche in commissione. Il 19 febbraio 2020 con un comunicato mi avete accusato di non partecipare alle commissioni. Se fossi stato in voi mi sarei chiesto il perché. Non è più possibile, che a parte il caso della commissione welfare, si debba andare avanti con dei verbali redatti in modo che a definire approssimativi è dire poco. E’ stata approvata una mozione della consigliera Marina Romanini per l’acquisto di un impianto audio-video registrazione. La consigliera Romanini, dimostrando la volontà di collaborazione, vi ha inviato anche un preventivo Stiamo parlando di tremila euro. La mancanza di chiarezza ha portato a un esposto, a una mozione di sfiducia, alla riconvocazione di un consiglio comunale a una interrogazione parlamentare. Non era più semplice provvedere e mettere fine a questa mancanza di chiarezza? Risorge ì spontaneo il dubbio che è proprio questo che non si vuole. Tutto ciò fa il paio con l’atteggiamento di alcuni funzionari comunali. Vogliamo parlare della gestione della pesa pubblica. Neanche la strage di Ustica lascia tanti aspetti privi di risposte. Perché la gestione non è stata oggetto di bando? Nel verbale della Guardia di Finanza la dottoressa Elena Mezzadri ha confermato che la gestione non era frutto di un bando. Perché non si è intervenuti? Quando abbiamo chiesto la documentazione siamo stati rimbalzati da un ufficio ad un altro. Dall’ ufficio Lavori Pubblici all’ ufficio Economato. Su chi si occupava della questione abbiamo ottenuto diverse risposte. L’ unico dato certo è che dopo circa vent’anni forse si cambia registro solo perché noi abbiamo evidenziato il problema».

«Tanti dubbi. Il tecnico comunale che prima di andarsene esprime nel giro di una decina di giorni nove pareri favorevoli al collaudo di altrettante lottizzazioni. So benissimo che l’Assessore Mezzadri mi correggerà definendole programmi di intervento. La sostanza non cambia. La verità, caro assessore, è che non ci sono le garanzie fideiussorie che servono a reperire le somme per completare le opere per poter acquisire le aree dei sopracitati programmi di intervento alle proprietà comunali. Caro Assessore, Lei lo sa meglio di me che una volta ottenuto il collaudo il proponente ha il diritto a chiedere lo storno delle garanzie. Caro Assessore lei mi dirà che cambia poco perché le fideiussioni non c’erano. Ma perché non c’erano? Caro Assessore Lei ha ripetuto diverse volte di avere le competenze per affrontare le problematiche oggetto di consiglio e di commissione. In alcune occasioni, vedi l’ecomostro di Ancarano Sotto, ma questo è un altro capitolo sul quale forse abbiamo messo appena in tempo la parola fine anche se era meglio non provare nemmeno a pensarci, ha smentito se stessa e ha affermato di non averne. Dando per scontato che Lei, per il ruolo che ricopre abbia le competenze perché ha permesso che si potessero collaudare 9 lottizzazioni senza che ci fossero le condizioni? Questo, caro assessore, si chiama danno erariale. Io vengo da un mondo senza tanti fronzoli, in cui si va al sodo e in cui una parola vale ben più di rogito. Io le do la mia parola che arriveremo a quantificarlo e qualcuno ne risponderà».

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