Rivi urbani, Pd: «Altro che unanimità, non votiamo provvedimenti che non fanno l’interesse pubblico»

Il gruppo consiliare dem replica all’associazione dei proprietari di case Confedilizia

«Ci sembra doveroso rispondere al comunicato e alle dichiarazioni rilasciate da Confedilizia in merito al voto dell’emendamento, presentato dai consiglieri Trespidi e Monti, con all’oggetto i rivi urbani e, in particolare, la loro individuazione e la loro gestione, con relativi oneri, a carico del Comune di Piacenza. Già quando la delibera dei rivi era arrivata in Consiglio, ormai parecchio tempo fa, il gruppo consiliare del Partito Democratico si era fermamente opposto al provvedimento, che, è bene ricordarlo, fu assunto con il parere tecnico contrario di diversi uffici del Comune, in quanto ritenuto contrario all’interesse dell’ente e dei suoi cittadini. Puntuale come il sorgere del sole, come ha spiegato ieri il consigliere Levoni, è arrivata la prima richiesta di risarcimento da parte di privati. I dirigenti, hanno correttamente diniegato tale domanda. Pare a questo punto doveroso ricordare che, circa una ventina d’anni fa, un “certo" Bassanini suddivise in modo chiaro le competenze e le funzioni dei dirigenti e dei tecnici da quelle dei politici e degli amministratori. Non si tratta, quindi, di “sollevare inutili eccezioni e di svolgere senza indugio il compito assegnato”, come scrive Confedilizia, bensì di amministrare la cosa pubblica nel rispetto dei ruoli e nel preminente interesse di Piacenza. Piaccia o non piaccia a qualcuno che, insistentemente e in sfregio, non solo ai dirigenti, ma anche all’interesse dei cittadini, continua a richiedere che l’amministrazione porti avanti provvedimenti che sono d’interesse dei singoli ma non certo d’interesse della collettività. Ieri come in passato ci siamo opposti e continueremo a farlo.

Non ci ringrazi, quindi, Confedilizia, anche ieri abbiamo espresso in modo forte e chiaro la nostra contrarietà. L’emendamento non è passato all’unanimità, al contrario. Dopo aver dichiarato la nostra posizione non abbiamo partecipato alla votazione, uscendo dall’aula. Non abbiamo ritenuto un voto contrario sufficiente a contrastare un così inopportuno provvedimento. Abbiamo preferito non contribuire nemmeno a garantire il numero legale per la votazione. Come si dice in gergo “abbiamo estratto la tessera”, sarà qualcun altro, eventualmente, a dare spiegazioni ai cittadini e alla Corte dei Conti. Questa volta chi è tanto bravo con i numeri ha perso un colpo.»

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I consiglieri comunali del Partito Democratico Stefano Cugini, Giorgia Buscarini, Giulia Piroli e Christian Fiazza

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