menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Rivolta in carcere, il centrodestra: «Danno d’immagine per Piacenza»

La rivolta carceraria tiene banco a Palazzo Mercanti. Pallavicini: «È stato un caso di esasperazione». Colosimo (Pc Viva) chiede all'Amministrazione di impegnarsi per trattenere la Nordmeccanica Volley a Piacenza

Il consiglio comunale – aperto nel ricordo di Renato Romersi, esponente dei focolarini e padre dell’ex assessore e consigliere Pierangelo – ha analizzato il caso della rivolta carceraria avvenuta alle Novate l’8 maggio. «Non si può far finta di non vedere – ha introdotto il tema più discusso del giorno Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - e non commentare ciò che è accaduto ieri alle Novate. La pena va espiata secondo le regole. Questi atti di delinquenza comune vanno repressi con la massima fermezza. Non basta andare là una volta all’anno alla festa delle guardie carcerarie e lavarsi la coscienza da ogni responsabilità. Hanno provocato danni materiali a strutture pagate da tutti i cittadini e d’immagine a tutta la città. Non si può dire che la gestione della dottoressa Zurlo sia oppressiva: anzi, tramite la collaborazione di associazioni, sono state organizzate attività per dare comfort ai carcerati. Se la risposta è “invocare l’Isis”, io userei gli stessi mezzi degli americani che hanno bombardato Piacenza l’11 gennaio 1945. Mi auguro che ci sia una presa di posizione dura dell’Amministrazione: nei confronti di tutti ci siamo dimostrati ospitali e loro recano un danno d’immagine. Bisogna essere duri con questi ceffi, la carità bisogna meritarsela».

Anche Marco Tassi (Pdl) ha condannato i fatti avvenuti in carcere. «Sono cose molto gravi, vedremo le conseguenze penali nei prossimi mesi. È comunque frutto di un atteggiamento che tollera troppo i comportamenti. Così le istituzioni rischiano di perdere il controllo della situazione. Vorrei sapere cosa ne pensa il garante dei detenuti Alberto Gromi e il Comune che deve prendere una posizione». Tassi ha ricordato che fra un mese è tempo di Ramadan e l’assessore all’urbanistica Silvio Bisotti ha promesso di far trasferire il centro islamico da via Mascaretti.

«Non è un gruppo di studenti – ha aggiunto Massimo Polledri (Lega Nord) - che fa una bravata su internet: sono delinquenti incalliti, fanno anche i fatti. A Piacenza come in Belgio il pericolo va evidenziato, da destra a sinistra. Non ci possono stare a Piacenza persone così. Il centrodestra aveva chiesto verifiche all’interno del consiglio comunale sulla volontà di queste persone di rispettare i nostri valori. Sandra Ponzini (presidente della commissione) aveva detto che non era un tema inerente alla nostra attività e il prefetto non ci ha dato risposta, non è neanche educata. Ci sono tutti i motivi per cominciare a discutere, sennò siamo complici di questi andazzi». «Non ci sono condizioni umane – ha detto Carlo Pallavicini (Sinistra) - nelle carceri italiane, subirei anche io la fascinazione della rivolta e dell’inneggiamento all’Isis. È stato un caso di esasperazione».

«La rivolta – ha invece commentato il capogruppo Pd Claudio Ferrari - ha portato il tema del carcere al centro. Il carcere una volta era nel centro città, da lì in poi la cosa ci ha sempre interessato poco. Investire nelle strutture carcerarie in quest’epoca non porta a consensi. Le uniche cose che possono far sì che ci sia redenzione sono attività alternative alla semplice detenzione. Se non percorriamo queste c’è reiterazione di micro-criminalità». «Se le notizie di stampa sulla rivolta in carcere – ha poi comunicato a margine del consiglio Filiberto Putzu (Forza Italia) - di detenuti nordafricani corrispondono al vero (ingenti danneggiamenti alle strutture e inneggiamenti vari), si attendono dal Ministero e dalla Direzione del Carcere di Piacenza contromisure inequivoche ed esemplari, nei confronti di delinquenti che hanno dimostrato prima ed ora il loro disprezzo per le regole della società civile, delle persone e dello Stato. Anche dal Comune di Piacenza, per voce del Sindaco o di qualche assessore che sostiene le azioni a favore delle marginalità, attendiamo una presa di posizione forte e chiara. Il Comune spende denari dei piacentini per interventi di promozione sociale a favore anche dei carcerati allo scopo di favorire processi di inclusione e la fruizione dei servizi comunali...Se questi sono i risultati, forse sarebbe meglio investire queste risorse a favore degli anziani piacentini che nel 2015 hanno viste per più voci ridotti gli stanziamenti comunali».

Marco Colosimo (Piacenza Viva) ha invece chiesto all’Amministrazione chiarezza sul futuro del PalaBanca e della squadra di volley femminile Nordmeccanica. «Il Palabanca va modernizzato eadeguato alle esigenze dei privati che investono nello sport nei campionati italiani di vertice e in Europa. Avete pensato a chiamare i Cerciello? Mi auguro che non si lasci sfuggire questo potenziale. Sarebbe l’ennesima sconfitta, fate di tutto per rimediare». «Quelli che hanno inneggiato all’Isis – ha rilevato Guglielmo Zucconi (Misto) - sono già in carcere, non è competenza del Comune questo tema. Se c’è una cosa che ha fatto questa Amministrazione – ha poi risposto a Colosimo - è aver favorito la pallavolo a Piacenza. Se poi un privato decide di non investire più…».

Critico sull’installazione del monumento - dedicato ai partigiani piacentini impegnati nella guerra civile spagnola del 1936 – alla Muntà di Ratt il consigliere 5 stelle Andrea Gabbiani. «L’opera è lì in via provvisoria, ma è mancato un percorso precedente alla posizione del basamento. Per manufatto si intende solo la scultura o anche tutta l’installazione? Chi l’ha pagato il basamento? Il privato o il Comune? Un’opera d’arte di un privato è sempre un valore aggiunto, soprattutto in un luogo così importante come la Muntà di Ratt che già ospita un gazebo molto criticato. La delibera è inoltre posteriore all’arrivo dell’opera».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPiacenza è in caricamento