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Rizzi: «Adesso ci divertiamo davvero confrontando due progetti di città diversi»

Le riflessioni di Paolo Rizzi e del centrosinistra alla luce dei risultati del primo turno

I suoi dirigenti si sono riuniti informalmente più volte nel corso della lunga nottata. Il Pd sta tirando le somme di un risultato temuto ma in parte inaspettato: si metteva in conto un avanzamento del centrodestra, ma non di sei punti percentuali (34% a 28%). Si è reso necessario parlare, discutere, confrontarsi, per capire da dove sono scappati i voti. La coperta è più corta del previsto: un po’ al centro – per colpa o merito di Trespidi -, un po’ a sinistra per colpa o merito di Sandra Ponzini e Luigi Rabuffi. Il 28% è un dato basso, che fa coppia con il 18,5% del Partito Democratico che rimane comunque il partito più votato. Oltre al non brillante della città, il centrosinistra provinciale deve fare i conti anche con quattro sconfitte nel territorio. Queste sì, inappellabili. Mentre ci sono due settimane per cambiare le cose nel capoluogo.

«Stasera avere le spalle larghe serve – commenta ironicamente dalla sua alta statura Loris Caragnano, segretario provinciale del Pd -. Il voto sta interessando sempre meno, ci stiamo avvicinando alle tradizioni altri Paesi, come affluenze. A livello nazionale non siamo aiutati: il balletto sulla legge elettorale e sul voto alle Politiche, gioca a sfavore dell’affluenza locale». Il candidato sindaco Paolo Rizzi sposta già la palla più in là e guarda al ballottaggio. «Adesso ci divertiamo davvero, confrontiamo due progetti di città diversi. Noi abbiamo idee sull’urbanistica, sull’ambiente, sul welfare, sullo sviluppo economico. Io sono indipendente e ci vogliono idee forti. Io sono piacentino, la conosco bene la città. Non sono un partito, la mia storia è diversa: è legata al civismo, allo studio, all’associazionismo». Con chi si può fare un apparentamento? «Adesso non  ne parliamo, piuttosto convergenze su progetti. Noi guardiamo al futuro, a progetti nuovi. Non alle critiche del passato. Penso che tra le file di Rabuffi e Ponzini ci siano persone che possono lavorare bene con noi».

«Sono un po’ pochini i votanti – ha detto il consigliere regionale Katia Tarasconi - speravamo in una affluenza maggiore. Dobbiamo tutti interrogarci e farci delle domande su come coinvolgere di più i piacentini. Di momenti per condividere e discutere ne facciamo, forse c’è proprio un disinteresse dei cittadini». «Il centrosinistra ha perso – aggiunge Christian Fiazza - anche in provincia, se l’è giocata male. Fa male pensare a Monticelli dal dopoguerra a oggi governato dalla sinistra. In città Paolo Rizzi sta cercando di farci conoscere e farsi capire. Per ora c’è riuscito solo in parte, ma andrà avanti. Dobbiamo riflettere sui risultati degli avversari». «Paolo Rizzi se la giocherà parlando alla gente: c’è una fetta di sinistra al 10% più il civismo di Trespidi al 12%. Saranno i temi di queste due settimane. Vedremo che contenuti vogliono i cittadini, vedremo se quelli di Rizzi saranno premiati dagli indecisi. Il nostro è un candidato sindaco civico vero, esprime il concetto di piacentinità». A seguire lo spoglio c’era anche l’unico sindaco rieletto della storia di Piacenza: Roberto Reggi. «Se pensiamo agli anni precedenti - ha spiegato il direttore del Demanio - in giugno si faceva solo il secondo turno. C’è un fattore climatico e vacanziero anche da tenere conto insieme a quello generale, ovvero che la politica non si fa più voler bene. Dobbiamo lavorare tutti su questo aspetto: la partecipazione si fa tutti i giorni dell'anno». «Io le vittorie - prosegue Reggi - me le sono sempre sudate, ci sarà da sudare anche stavolta, come da tradizione. A Piacenza le Comunali sono così. Chi saprà convincere di più i cittadini vincerà. Vincerà chi se lo meriterà, c’è sempre stato equilibrio in città: alle Politiche tende a vincere di più il centrodestra».

Anche Paola Gazzolo, assessore regionale, ha commentato lo spoglio su IlPiacenza. «Intanto andiamo al ballottaggio com’era nelle previsioni: Rizzi se la dovrà giocare in modo più marcato sulla sua capacità reale di proposta. È l’unico candidato che ha saputo costruire proposte per la città. Dovremo richiamare i disaffezionati della politica. Rizzi ha tutti i numeri per farcela, mi auguro che convinca l’elettorato di centro e di sinistra. Purtroppo prevale la provocazione, il voto “contro” anche se non si sa “contro” cosa. Dobbiamo andare avanti, ci sono tutte le condizioni per farlo. Devono emergere le nostre proposte. Dalla Barbieri non ne ho ancora sentita una». «Se non voti, gli altri scelgono per te. Se ogni volta ci vai meno, gli altri votano e non per il meglio» - ha aggiunto infine l’onorevole Marco Bergonzi. 

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