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Paola Galvani

Paola Galvani

Rotonda Bonina, Maloberti (Ln). «Galvani ha la memoria corta, l’opera è merito nostro»

Il Carroccio critica il consigliere provinciale di Forza Italia Paola Galvani, rea di «avere tradito il proprio elettorato in cambio di qualche delega assegnata dal centrosinistra». Maloberti: «Galvani e Zanardi hanno risposto alle sirene del Pd»

 «Strani inciuci accadono in Provincia, dove un assessore in quota Forza Italia come Paola Galvani, che ha tradito il proprio elettorato per qualche delega assegnata da una giunta di centrosinistra, ringrazia la ‘quasi collega’ Patrizia Calza per la rotonda Bonina, mostrando di avere una memoria cortissima, visto che la rotonda Bonina ha un solo padre, e si chiama Lega Nord. La cosa dovrebbe pure farle piacere, visto che all’epoca Forza Italia governava la Provincia in coalizione proprio con la Lega Nord, quando ancora Forza Italia sapeva da che parte stava. La Bonina è una delle ultime scelte politiche maturate dalla Provincia. L’attuale ente vive di ordinaria amministrazione ed è praticamente in mano ai funzionari». Lo dice l’ex consigliere provinciale del Carroccio Giampaolo Maloberti a proposito dell’imminente intervento per la messa in sicurezza del pericoloso incrocio nel comune di Rottofreno, per il quale - rimarca l’esponente leghista - la Lega ottenne, nel maggio 2013, l’inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche, un impegno sancito in un ordine del giorno approvato a maggioranza (voto contrario del Pd) e presentato proprio dal Carroccio.

«Paola Galvani - così come la collega Gloria Zanardi - sono state elette con Forza Italia e invece di assolvere al loro dovere di fare opposizione, hanno preferito rispondere presente alle sirene Pd, abdicare al loro ruolo di minoranza critica, scegliendo di governare con la sinistra, in un triste inciucio, che getta le peggiori basi per l’unità del centrodestra. Perché il centrodestra sia unito è basilare, infatti, che faccia il centrodestra e non accetti di fare da stampella alla sinistra”. “Ma ormai - rileva Maloberti - in Provincia la politica è morta, e non a caso quelle poche cose che vengono fatte sono frutto di scelte del passato. Oggi dominano i funzionari e la burocrazia la fa da padrona. Alla faccia della cancellazione dell’ente sbandierata dall’attuale ministro Delrio”. “In più la forte presenza di sindaci ha di fatto ridotto l’ente a un consesso di 10 primi cittadini orientati a dare priorità alle proprie singole sfere comunali. Di fatto, quindi, 38 Comuni del piacentino non hanno rappresentanza e sono oggi dimenticati da una Provincia utile a pochi e inutile per molti. In questo caos anche Forza Italia ha perso la bussola. E in questa grave amnesia - che nasconde un’ormai cronica crisi d’identità - i forzisti hanno pure dimenticato di essere nati in seno al centrodestra e di averlo rappresentato per decenni».

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