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Saipem, De Micheli: "Nessun disimpegno dal sito produttivo di Cortemaggiore"

L'azienda: "Per far fronte a questa crisi, l’azienda ha annunciato un profondo piano di razionalizzazione con l’obiettivo di recuperare 1,5 miliardi di euro di risparmi al 2017 e preservare la competitività di Saipem nel mondo"

"Non c'è nessun disimpegno della Saipem dal sito produttivo di Cortemaggiore. Come già affermato più volte in questi mesi, l'azienda sta affrontando serie difficoltà legate alla congiuntura del mercato petrolifero, ma si impegna a salvaguardare l'occupazione". Lo afferma il Sottosegretario all'Economia Paola De Micheli che ha preso contatto con la dirigenza della Saipem, dopo le notizie che si sono diffuse sul futuro dello stabilimento in provincia di Piacenza. "Ho preso subito contatto con la dirigenza Saipem - afferma - dopo le notizie che si sono diffuse sulle sorti del sito di Cortemaggiore. L'azienda mi ha ribadito che non è in discussione il mantenimento degli uffici e del sito produttivo specializzato di Cortemaggiore. Mi ha confermato altresì il proprio impegno per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Inoltre mi è stato precisato che non è stata inviata nessuna comunicazione ufficiale ai lavoratori.

Non è un mistero che la situazione del mercato degli idrocarburi, con il prezzo del petrolio dimezzato, hanno costretto l'azienda da un lato a mettere in atto un piano di razionalizzazione, e dall'altro ad impegnarsi in una strategia di rilancio per l'acquisizione di importanti commesse che potrebbero portare nuove attività anche a Cortemaggiore. Il piano industriale dell'azienda è stato illustrato dai vertici in Parlamento e pone le basi per la ripresa della produzione e pert preservare la sua competitività nel mondo. A questo proposito voglio ricordare che in Confindustria Piacenza è aperto un tavolo di confronto sulla Saipem di Cortemaggiore e in quella sede saranno affrontate le prospettive dello stabilimento". 

"A queste informazioni che mi ha trasmesso direttamente l'azienda - prosegue Paola De Micheli - voglio aggiungere che non ho ricevuto una richiesta di incontro da parte del sindaco di Cortemaggiore Gabriele Girometta. Come è noto ricevo tutti gli amministratori locali che me lo chiedono. A dimostrazione che la nostra attenzione è sempre alta, proprio ieri il collega parlamentare Marco Bergonzi ha posto un quesito alla dirigenza Saipem sullo stabilimento di Cortemaggiore, nel corso di un'audizione che si è tenuta alla Camera. 

Su una vicenda come quella della Saipem, che rimane delicata, visto il momento complicato dell'azienda, vorrei infine rispedire al mittente le critiche provenienti da esponenti politici che si sono distinti soltanto per la capacità di fare propaganda, senza mai aver ottenuto un solo risultato concreto per il proprio territorio. E' deprecabile strumentalizzare questioni che riguardano lavoro e lavoratori, aziende dell'indotto e un'intera filiera produttiva".

L'INTERVENTO DELL'AZIENDA SAIPEM

"A Cortemaggiore - fa sapere la stessa azienda - Saipem è presente con un centro di prova ed analisi tecnica di saldatura che occupa 7 dipendenti specializzati. Rispetto alle informazioni fornite a luglio, il numero di dipendenti è in aumento di una unità poiché un contratto di somministrazione è stato trasformato in un contratto a tempo determinato. Ai dipendenti si aggiunge  – su base temporanea, ed in tal senso regolamentata – personale impiegato ad hoc per attività relative a precise commesse (ad oggi 7 persone) nonché personale di Saipem che lavora sulle commesse che l'azienda svolge nel mondo e viene in trasferta a Cortemaggiore per la certificazione dei procedimenti di saldatura.

Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi d’informazione locale, Saipem non ha emesso alcuna comunicazione ufficiale rispetto al futuro del sito di Cortemaggiore. Questo poiché l’azienda ha al momento una visibilità limitata sui carichi di lavoro futuri a causa della profonda crisi che il settore sta attraversando. Con le quotazioni del greggio più che dimezzate rispetto all’estate del 2014, molti progetti volti alla nuova produzione di petrolio e gas sono stati cancellati o ritardati, con la conseguente contrazione delle commesse potenzialmente perseguibili. A questo si aggiunge la cancellazione ricevuta a metà luglio del contratto “South Stream”, che prevedeva per Saipem un’importante attività di posa di una condotta gas sotto il Mar Nero.

Per far fronte a questa crisi, l’azienda ha annunciato un profondo piano di razionalizzazione con l’obiettivo di recuperare 1,5 miliardi di euro di risparmi al 2017 e preservare la competitività di Saipem nel mondo.  In questo contesto, Saipem affronta il tema del sito di Cortemaggiore impegnandosi simultaneamente su diversi fronti. Da un lato, l’azienda compete con immutato impegno per aggiudicarsi nuove commesse che potrebbero generare attività a Cortemaggiore. Dall’altro, in un’ottica di pianificazione, Saipem sta esaminando gli interventi che potrebbero rendersi necessari assenti nuovi carichi di lavoro. Alla luce di quanto sopra Saipem riafferma il proprio impegno alla salvaguardia dei livelli occupazionali a tempo indeterminato e al mantenimento degli uffici a Cortemaggiore per i quali è in essere un contratto di locazione almeno fino all’inizio del 2017".

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