Salvini nella sede del Carroccio: «E’ caduto il muro di Berlino, cadrà anche Renzi»

I temi toccato dal leader della Lega Nord nella sede di via Vaciago: dalla riforma della Costituzione, all’inchiesta che ha portato all’arresto del vice presidente della Lombardia, il forzista Mario Mantovani, allo jus soli, alle adozioni gay, alla legge Fornero e gli studi di settore

Un Matteo Salvini deciso, a volte ironico e che punta dritto all’obiettivo è quello che si è presentato la sera del 13 ottobre all’inaugurazione della sede della Lega Nord in via Vaciago e nella quale si è fermato per il direttivo nazionale dell’Emilia. Reduce dalla visita in Valnure per constatare i danni dell’alluvione e raccogliere la rabbia di sindaci e cittadini, il segretario federale del Carroccio ha parlato in una sala piena di militanti toccando tanti temi: dalla riforma della Costituzione, all’inchiesta che ha portato all’arresto del vice presidente della Lombardia, il forzista Mario Mantovani, allo jus soli, alle adozioni gay, alla legge Fornero agli studi di settore.

CITTADINANZA A STRANIERI

L’approvazione dello jus soli, in prima lettura alla Camera, «è una vergogna. Passa sotto silenzio. Si regalano alcuni milioni di cittadinanze, e quindi di diritto di voto, come se nulla fosse. La sinistra sta preparando il  mondo al contrario. Solo la Lega combatte, anche perché i 5 Stelle su questo tema non ci sentono. Ci batteremo perché non passi».

RIFORMA COSTITUZIONALE DEL SENATO

L’approvazione di oggi in Senato è ritenuta da Salvini «un’altra schifezza. Ditemi voi se devono Renzi, Boschi, Alfano e Verdini a cambiare la Costituzione. Dove sono i girotondi, i padri costituenti e i costituzionalisti che si agitavano quando noi provavamo a cambiare la Carta in senso federale? Li aspettiamo al referendum».

ARRESTO DI MANTOVANI

Di Forza Italia non parlo, ha esordito davanti ai militanti. «Quello che mi fa incazzare - ha poi continuato - è che abbiano indagato Massimo Garavaglia (assessore regionale lombardo all’Economia, ndr). E’ una persona trasparente. Lui è indagato perché avrebbe girato una lettera di una associazione di volontari che voleva partecipare al bando per il trasporto di dializzati. Una onlus! Quel bando poi è stato pure perso. Quando io ero consigliere ne ho fatte centinaia di lettere così per onlus e associazioni di volontariato. Domani mattina vado a costituirmi…».

Questo «è un Paese strano perché stasera TG1 e TG5 apriranno con “tangenti sulla sanità lombarda”, che è la migliore d’Italia. Quei TG che daranno in due righe lo jus soli e la riforma di Renzi e Alfano. Quei TG che non parlano del carabiniere indagato perché ha sparato a un rapinatore e all’imprenditore di Vicenza condannato a 5 anni perché ha sparato a due rapinatori rom, i quali sono stati condannati a 5 mesi, che non parlano della Fornero, dei figli adottati dai gay, degli studi di settore “strumenti di tortura fiscale” che uccidono le imprese - lo hanno scritto anche i commercialisti a Renzi, ma lui non avrà nemmeno letto il loro documento - e non dicono che i nostri Tornado “sorvoleranno” l’Isis…sai che paura».

GOVERNO

La Lega, come hanno ricordato il segretario provinciale Pietro Pisani e quello nazionale Fabio Rainieri, scaldano i motori per la manifestazione di Bologna dell’8 novembre. «Questo non è un Paese normale – ha rincarato – e noi siamo l’unico ostacolo a tutto questo. Ce la faremo? Abbiamo il dovere di provarci». E qui scatta l’applauso della platea. «E’ caduto il muro di Berlino, cadrà anche Renzi. La Regione Lombardia molla? No, raddoppia. La sinistra controlla le università, il sindacato, le coop, la magistratura…». Salvini ironizza: «No, è meglio che dica che confido nella magistratura». Giovedì il leader leghista sarà a Roma per sostenere la rivendicazione dei poliziotti che chiedono il contratto: «Pensate, Renzi ha garantito loro un aumento di 8 euro!». Con tutti i problemi che ci sono «Alfano litiga con Renzi sulle adozioni ai gay. State tranquilli che pur di salvare la poltrona Alfano si dichiarerà gay pure lui». Il saluto finale è un’incitazione ai militanti: «Siate voi il mio Tg1, parlate con le persone di queste cose».

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