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Salvini: «Oggi spieghiamo come e con quali soldi governeremo il Paese»

Convention della Lega, con i prof che spiegano le colonne del programma: economia, fisco (flat tax al 15% per tutti), denatalità e investimento sui giovani. «Non è importante il leader, lo è la squadra che abbia anche un'idea di gioco». «Rivedere i trattati Ue e abolire le prefetture. Sullo Ius soli pronti a bloccare il Senato e pronti a un referendum abrogativo»

Il centrodestra, o almeno una parte molto importante di esso, lancia il programma di governo. E lo fa da Piacenza fissando alcune delle colonne portanti: fisco (la flat tax al 15%), famiglia, semplificazione, economia. Matteo Salvini, accolto da centinaia di persone tra cui politici, amministratori, docenti universitari, ha presentato al Park Hotel “Facciamo Squadra - Costruiamo il futuro”. E a spiegare il programma della Lega ci hanno pensato sette docenti universitari che hanno toccato ognuno un tema fondamentale. A sorpresa - dopo che Giorgia Meloni non è venuta e Silvio Berlusconi nemmeno - è comparso Arturo Parisi, il quale si è detto aperto al dialogo e sostenuto la necessità d un centrodestra unito: «Se l’area liberal popolare è debole, il centrodestra non vince».

 «Ci sarà un’altra occasione e ci incontreremo. Non sono turbato. A differenza di Renzi - ha risposto Salvini alla stampa - che si crede un Dio in terra e fa tutto da solo, io mi circondo di persone competenti e professori universitari». Poi ha citato Piacenza, dove la vittoria che ha portato Patrizia Barbieri a guidare la città può essere un modello di buongoverno.

Salvini riunisce la Lega Nord a Piacenza ©Trespidi/ilPiacenza

LA SQUADRA «Mentre parliamo di programma - ha affermato il leader del Carroccio in conclusione della giornata - oggi i giornali aprono su immigrazione e rivolta dei sindaci. Poi scrivono la frase di Salvini: fanno bene. Oggi Piacenza è stata un punto di partenza ricco di contenuti. Faremo diffondere le slide, soprattutto quelle sul fisco. Chi guiderà il Paese deve essere l’allenatore di un’ottima squadra, con un impianto di gioco. Non mi interessa la leadership. Noi siamo pronti a governare. Volutamente non abbiamo parlato di immigrazione, perché tutti sanno come la pensiamo. Offriremo tranquillità e sicurezza, proteggendo chi parte e chi accoglie. Sugli immigrati qualcuno si arricchisce. I fatturati di alcune coop o di albergatori si sono decuplicati in due anni. Il nostro progetto è chiaro». Infine: «Al centro rimane un tema fondamentale: non si possono correre i 100 metri con gli scarponi da sci. Dobbiamo rivedere la nostra permanenza e riscrivere i trattati in Europa. La Ue è una sovrastruttura antidemocratica con regole astruse, che i cittadini non capiscono».

Il segretario Federale della Lega, introducendo i vari docenti che avrebbe parlato, ha toccato in velocità i temi oggetto delle presentazioni.

RIPARTIRE «La Lega al governo farà ripartire l’Italia. Spiegherà ai cittadini come e con quali soldi far ripartire l’economia, come affrontare le tasse e la sicurezza, la scuola, la ricerca». Sull’immigrazione, Salvini ha risposto che «oggi c’è un allarme boom demografico in Nigeria, il primo paese esportatore di esseri umani, che cresce 5 volte l’Italia o l’Europa: O si interviene là o non c’è limitazione che tenga. Un’immigrazione fuori controllo danneggia soprattutto il lavoro». Salvino da domani sarà al sud, in Calabria, per parlare di sicurezza e lavoro. Dopo aver detto che non abìvcrebbe parlato di sistemi elettorali, il leader leghista rispondendo a un giornalista ha sottolineato che «sullo Ius soli il Pd traballa, si rendono conto che è una legge lontana dai problemi del Paese. Siamo pronti a bloccare il Senato e a raccogliere firme per cambiarla».

Sulla burocrazia, ad esempio, Salvini ha raccontato che quando parla con piccoli imprenditori e artigiani la prima cosa che gli chiedono è «fammi rompere meno le palle dalla burocrazia, non voglio lo Stato in negozio o in azienda. Solo dopo viene la richiesta di pagare meno tasse. Chi produce chiede uno Stato amico».

VIA LE PREFETTURE Dopo essersi detto d’accordo su una politica per le famiglie che contrasti la denatalità, il calo della popolazione e la fuga dei giovani all’estero, il numero uno della Lega Nord - in diretta sui social media -   ha detto che in 60mila stavano seguendo i lavori on line. Ma uno degli obiettivi principe, legati alla semplificazione e all’abbassamento dei costi dello Stato, sarà l’abolizione del prefetto. Citando Einaudi, ha ricordato l’articolo “Via il prefetto” scritto dall’ex presidente della Repubblica nel 1944.

PARISI Secondo Parisi, la sfida è «vedere quanto siamo capaci di interpretare ciò che accade nel Paese. Siamo chiari: noi siamo alternativi alla sinistra. Oggi la sinistra è scollata e su tanti temi, come la corruzione, la sinistra è stata ipocrita. Il vero scontro elettorale ormai è tra M5S e il centrodestra. Il debito pubblico in 10 anni è cresciuto del 32%, manca la sicurezza e lo Stato è sfasciato. Il nostro programma sarà pronto a settembre, riprendiamoci la fiducia degli italiani».

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