Sabato, 13 Luglio 2024
Verso le elezioni

La candidata sindaco "no vax" Favari: «Entrare nelle istituzioni per fare vera opposizione»

Samanta Favari, 49enne bracciante agricola, è la candidata del Partito 3, che si batte per la libertà terapeutica: «Non crediamo alla vaccinazione come forma di prevenzione e difendiamo la Costituzione»

Il "Partito 3 V" si candida anche nel nostro territorio e sarà in corsa alle prossime elezioni amministrative di Piacenza.  La candidata sindaco è la 49enne Samanta Favari, originaria di Santimento di Rottofreno e residente a Cadeo, bracciante agricola. Non si era mai candidata prima d’ora. «Ho conosciuto il Partito 3V - spiega lei stessa - tramite alcuni amici, faccio parte dal 2017 di un’associazione piacentina che approfondisce l’informazione vaccinale e avevo appoggiato i “3V” alle ultime Regionali».

I 3v sono nati nel 2017 dopo l’introduzione della “Legge Lorenzin” che prevedeva l’obbligatorietà per dieci vaccini pediatrici. «In tutta Italia – continua Favari – un gruppo di genitori si sono ritrovati nelle piazze per portare vanti la battaglia sulla scelta terapeutica». Anche Favari arriva “dalle piazze”. «Faccio parte del comitato “15 Ottobre Piacenza” che dal luglio scorso ogni sabato si ritrova sul Facsal per le manifestazioni contro l’obbligo vaccinale legato al Covid e contro il Green Pass».

  • Come è nata la sua candidatura a sindaco di Piacenza?

La scelta è ricaduta su di me credo per la coerenza. Ho dimostrato di saperci mettere la faccia, di non nascondermi, dichiaro apertamente le mie posizioni. Il principio cardine di questa candidatura è la libertà di scelta terapeutica, a partire dalle vaccinazioni pediatriche. Libertà sancita dalla Costituzione, che viene calpestata: noi la vogliamo difendere. Non ci siamo opposti solo alla vaccinazione anti-Covid, ma a tutte. Semplicemente non crediamo nella vaccinazione come forma di prevenzione».

  • Siete anche contro il “Green Pass”...

L’introduzione del Green Pass ci ha riportato ad altri tempi, al 1938, quando in Italia serviva una tessera, quella fascista, per lavorare. Siamo una Repubblica fondata sul lavoro, è inaccettabile che il primo articolo della Costituzione sia stato ripetutamente violato.

  • Il vostro programma tocca anche altri argomenti?

Non c’è solo la battaglia vaccinale nel nostro programma, che è in fase di elaborazione. Tocchiamo tutti gli argomenti, come l’economia, lavoro, ambiente, scuola, ricerca, cultura. Sarà ampio. Dopo la battaglia sulla libertà, l’altro tema decisivo è proprio l’economia. Quella piacentina era già in crisi: essendo basata sulla piccola e media impresa, il Covid ha aggravato la situazione. I ristori non sono stati sufficienti e le misure restrittive erano sbagliate. Dobbiamo riportare le piccole e medie imprese al centro della nostra economia. Abbiamo ascoltato troppe menzogne, a partire da quelle di Mario Draghi sul Green Pass, che avrebbe dovuto - secondo lui - farci lavorare in ambienti protetti.

  • Altri temi importanti del programma?

Vogliamo recuperare anche il lungo Po, come avviene a Cremona, città in grado di vivere meglio il suo legame con il fiume. Bisogna insistere sul recupero delle aree militari per trasformarle in polmoni verdi, a partire dalla Pertite, che deve essere restituita alla cittadinanza come parco. Inoltre Piacenza è preziosa, ma poco valorizzata a livello turistico.

  • In merito al nuovo ospedale alla Farnesiana, cosa ne pensate?

Siamo contro il nuovo ospedale, che sarebbe pronto tra almeno 8-10 anni. I soldi servono per potenziare adesso la sanità sul fronte del personale (ad esempio facendo rientrare tutti i sanitari sospesi) e delle strutture tecnologiche, non per speculazioni. A chi serve un nuovo ospedale? Non credo ai piacentini.

  • Riuscirete a raccogliere le firme necessarie per la candidatura?

Stiamo facendo di tutto per raccoglierle, in modo corretto. Tutti i mercoledì e tutti i sabati dalle 10 alle 12 i piacentini ci possono trovare sotto i portici “Ina” in piazza Cavalli. Sabato 30 aprile alle ore 16 il comitato “15 ottobre” sarà sul Facsal per questo motivo.

  • L’obiettivo, realisticamente, qual è? Riuscire ad entrare in Consiglio comunale?

È quello di entrare all’interno delle istituzioni e fare vera opposizione. Vogliamo essere il granello di sabbia che fa inceppare i meccanismi. Abbiamo un consigliere comunale “3v” a Rimini e uno a Trieste e stanno facendo tante cose. In questa tornata elettorale siamo undici candidati sindaci in Italia, stiamo allargando la nostra rete. L’obiettivo è fare vera opposizione perché negli ultimi tempi l’incarico del sindaco è stato relegato ad un ruolo amministrativo, ma non dovrebbe essere così. Rimane la più alta carica di sanità e sicurezza in un territorio, potrebbe fare davvero tante cose. Ma manca il coraggio.

  • Come mai non vi siete uniti con la lista “Piacenza Rinasce” di Maurizio Botti?

Ci sono stati diversi incontri, ma sono approdati in un “nulla di fatto”. Noi siamo per la libertà di scelta su tutti i vaccini, mentre Botti è contrario soltanto alla vaccinazione anti-Covid. E non vuole essere etichettato come “no vax”. Anzi, gli va già stretta anche la definizione di “no green pass”. C’è stato un confronto con lui il 16 aprile sul Facsal e ha dichiarato che non intende inserire questi temi nel suo programma. Quindi non ci poteva essere alcun accordo.

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