«Il nuovo ospedale sta nascondendo l’impoverimento della sanità piacentina»

Trespidi, consigliere di "Liberi", attacca ancora il direttore Luca Baldino e l'Ausl locale. Preoccupazione anche da parte del sindaco Barbieri: «Mancano da troppo tempo diversi primari»

Massimo Trespidi

Giusto dedicare attenzione all'intricato e complesso tema del nuovo ospedale, ma non bisogna dimenticare lo stato attuale della sanità piacentina. E' il monito che ha lanciato in Consiglio comunale, durante la seduta del 19 marzo, il consigliere del gruppo Liberi Massimo Trespidi, che ha richiamato l'attenzione dell'Amministrazione.  «La ciofeca dell’ospedale nuovo – ha lamentato Trespidi - sta nascondendo e mascherando la spoliazione del sistema ospedaliero piacentino. Perderemo una decina di primari in questi anni, e c’è già chi se ne è già andato. Ci sono pensionamenti già a partire da quest’anno, primari in servizio che partecipano ad altri concorsi in altre località, ci sono trasferimenti. Il direttore generale dell’Ausl Luca Baldino è reticente e non parla. Ho provato a tastare il terreno nell’incontro con l’Ausl, ma non risponde neanche sull’ospedale di Fiorenzuola e sul futuro delle sue sale operatorie. Se continua così, con la politica che sta facendo la Regione e l’Ausl, fra dieci anni l’ospedale di Castello sarà una grande casa della salute (un poliambulatorio che perderà i servizi primari), idem Fiorenzuola. Bobbio è già vicina al traguardo e Villanova l’abbiamo già persa. Quando va via un primario, lo sostituiscono con uno che sta per andare in pensione e poi chiudono. L’idea che tutti devono convergere sull’ospedale di Piacenza non ci piace. La conferenza socio-sanitaria dovrebbe battere un colpo su questo tema per una visione d’insieme del territorio. Non molliamo l’attenzione sulla sanità».

Anche il sindaco Patrizia Barbieri è intervenuta sulla questione, sottolineando l'attenzione che l'Amministrazione ha, non solo per la partita del nuovo ospedale, ma anche per la situazione della sanità piacentina, più volte oggetto di tensioni e malumori da parte dei sindaci del territorio. «Condivido – ha detto il primo cittadino - le preoccupazioni del consigliere Trespidi. Questi temi li ho portati all’attenzione della Conferenza socio-sanitaria, sperando che venga convocata al più presto. Rivendico l’impegno dei consiglieri che stanno lavorando sul tavolo dell’ospedale, si sta agendo con equilibrio, è un impegno costruttivo e importante. Occorrerà lavorare allo stesso modo sulla sanità e sui servizi ospedalieri in generale, non solo per l’operazione del nuovo ospedale. Io lamento – in merito alla sanità piacentina - alcune criticità e formalizzerò richieste scritte. Non abbiamo, ad esempio, più dati da molto tempo sulla mobilità passiva delle nostre strutture ospedaliere. Siamo ancora attrattivi per i pazienti che vengono da fuori? O stiamo perdendo attrattiviità? Bisogna inoltre dare risposta ai primariati non coperti. Non siamo coperti su diversi reparti: mancano da anni i primari di anatomia patologica, medicina nucleare, radioterapia, malattie infettive, pneumologia, chirurgia senologica. E mancano i medici, ma questo è un problema non solo di Piacenza. Occorre quindi una strategia e una programmazione per non perdere le eccellenze locali. Dobbiamo tenere qui la sanità che funziona».

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