Sanità, Molinari (Pd): «Non c’è solo il nuovo ospedale, ecco su cosa ci impegneremo»

Il consigliere uscente e candidato del Partito Democratico Gian Luigi Molinari fa il punto della situazione sulla sanità locale

Gian Luigi Molinari

«Il compito di un consigliere regionale – interviene nel dibattito Gian Luigi Molinari, il consigliere uscente del Partito Democratico e candidato alle Regionali del 26 gennaio - è ascoltare il proprio territorio, parlare con le persone, imparare dei professionisti e giudicare le priorità su cui impegnarsi. Questo contributo si propone come stimolo alla riflessione sull’ulteriore spinta propulsiva che la Regione Emilia Romagna può dare alla sanità piacentina, esplicitando al territorio quanto gli investimenti sul piano locale non si limitino solo alla prospettiva del futuro nuovo ospedale, ma insistano sull’adeguato mantenimento e, laddove possibile, miglioramento degli standard attuali. Nel solco dell’attenzione data a Piacenza e provincia nel mandato amministrativo che si appresta a concludersi, seguono alcune importanti esigenze utili a consolidare l’offerta sanitaria».

«Al fine di portare a completamento il percorso di innovazione della strumentazione tecnologica e diagnostica di alto livello, iniziato in questi anni e che ha già portato all’acquisto di un macchinario di ultima generazione per la radioterapia (costo di 3 milioni), si rende necessario il processo di acquisizione di una Pet, strumento essenziale per la gestione dei percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali di tutta l’area oncologica, a oggi utilizzata attraverso una convenzione con l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma. Dotare Piacenza della Pet rientra peraltro nell’azione di contrasto alla mobilità passiva e di compatibilità con i tempi di cura previsti dalle linee guida».

«Altro ambito – prosegue Molinari - in cui il nostro territorio ritiene di avere competenze da spendere è quello delle terapie cellulari (CAR-T), a proposito del quale chiediamo che anche l’Azienda USL di Piacenza sia autorizzata in qualità di centro accreditato JACIE. Dopo il periodo sperimentale a Bologna, funzionale all’ottimizzazione dell’investimento iniziale, è importante sposare una logica di diffusione capillare, affinché le terapie cellulari - farmaci di riferimento del futuro in ambito onco-ematologico - siano estese su base regionale. Ne Molinari e Bonaccini-2consegue la necessità di iniziare a formare fin da subito il personale di tutti i centri accreditati all’utilizzo delle nuove terapie salvavita. Oltre la preminente ragione medica, torna il tema della mobilità passiva verso altre regioni, come la Lombardia e il Veneto, che sono già partite con le nuove terapie e con la pubblicizzazione delle stesse a tutti gli stakeholder».

«Attualmente l’U.O. Ematologia – aggiunge il consigliere uscente Molinari - ha una capacità ricettiva prossima alla saturazione, con una mobilità attiva che sfiora il 30% dell’attività globale e una quantificazione monetaria che per la sola degenza supera un milione e 500mila euro annui. Per risolvere il problema, ottenendo l’incremento delle stanze di degenza, con la possibilità di isolamento dei pazienti ematologici trapiantati e non, si propone di centralizzare i ricoveri della popolazione carceraria presso l’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, ove già esiste un reparto ad hoc - recentemente ristrutturato - con sufficiente capienza e maggior disponibilità di spazi liberi in seguito al venir meno del bisogno di occupare i posti per il regime di 41-bis c.p. Questa scelta, ancora una volta impattante in termini di contrasto alla mobilità passiva futura, comporterebbe inoltre un vantaggio anche per l’Amministrazione penitenziaria, con l’ottimizzazione dei turni di guardia e delle risorse economiche da investire».

«Piacenza – conclude il rappresentante del Partito Democratico - è oggi centro di riferimento della rete per i CTMO (Centri Trapianto di Midollo Osseo) dell’Emilia Nord. Il nostro laboratorio di diagnostica mutazionale è a supporto dell’U.O. Ematologia dell’AOU di Parma. Si chiede dunque un’opera di consolidamento del lavoro extra-provinciale svolto fino a oggi dal team di Immunogenetica e Manipolazione CSE di Piacenza – a supporto dell’attività trapiantologica del midollo osseo (staminali emopoietiche)». «Attenzione adeguata va rivolta al potenziamento del sistema di residenzialità protetta e delle cure infermieristiche domiciliari integrate con le case della salute». «In ultimo, si sottolinea la prospettiva di consolidare il ruolo della sanità piacentina nella formazione di base e specialistica in campo medico e delle professioni sanitarie, attraverso l’integrazione del sistema con l'Università di Parma».

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