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Sarà Terrepadane a demolire l’ex mercato ortofrutticolo in cinque mesi

Il nuovo accordo tra Comune e Consorzio agrario per il Bando Periferie: entro il 31 marzo il progetto per il parcheggio della stazione, poi 120 giorni di tempo per “sgombrare l’area”. Ma tempi più lunghi per il progetto urbanistico di riqualificazione

Entro il 31 marzo deve essere pronto il progetto del nuovo parcheggio a servizio della stazione ferroviaria. Dopo di che la società “Terrepadane” avrà 120 giorni di tempo per concretizzare, a sue spese, l’intervento di demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo che farà posto alle auto dei pendolari. Però il Consorzio Agrario guadagna tempo per sottoscrivere la convenzione urbanistica che coinvolge l’area da 130mila metri quadrati tra via Colombo e i binari della ferrovia oggetto della nota riqualificazione contenuta dentro il “Bando Periferie”. Entro il 31 dicembre 2023 il Consorzio dovrà trasmettere la convenzione urbanistica. E avrà tempo fino a metà 2023 per trovare l’altro soggetto privato che attuerà questo progetto.

È l’accordo che il Comune di Piacenza e Terrepadane sigleranno a breve, dopo che l’assessore all’urbanistica Erika Opizzi ha informato il Consiglio – nella seduta del 1 marzo – delle ultime, attese, novità sul comparto. Vicenda che si trascina dal 2017, iniziata dalla Giunta Dosi. La delicata pratica – Terrepadane con 1,5 milioni suoi “sblocca” gli oltre 8 milioni dello Stato del Bando Periferie – era già stata corretta nel 2018 quando la superficie commerciale di vendita venne ridotta da 30mila a 19mila metri quadrati (14500 di un ipermercato). Terrepadane, poi, prese tempo, chiedendo nel 2019 ben trenta mesi di tempo per riflettere, dopo alcune voci critiche emerse nel suo Cda sull’operazione. InoltreErika Opizzi-13 chiede di poter inserire un altro soggetto (una società da loro controllata) per attuare il piano. Così, per non perdere i soldi statali, il Comune si era sostituito a Terrepadane per mettere quel milione e mezzo necessario per non perdere il contributo.

«Vogliamo finanziare il bando noi e poi risolvere il problema della demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo senza dipendere da nessuno. Questa è una presa di posizione netta e forte del Comune – è il commento dell’assessore Opizzi -- Così realizziamo il parcheggio per la stazione in tempi rapidi e il Consorzio ha più tempo per cercare un operatore che lo sostituisca nell’operazione».

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

«La vicenda Terrepadane – ha esordito Stefano Cugini, capogruppo Pd - e il mandato di questa Giunta si assomigliano: non avete mosso una paglia in tutto questo tempo. Sulla pubblica utilità della partita, non c’è dubbio. Così come il fatto che la vendita di una parte del comparto del Consorzio aumenta la sostenibilità del progetto. Ci sembra che siate interessati solo alla demolizione dell’ex mercato ortofrutticolo, tutto il resto ha meno interesse, è una cambiale che lascerete a chi verrà dopo. Avete fallito sull’ordine della città, ve la cantate e suonate da soli. Allora provate a tirare una colata di asfalto lì per i parcheggi, sperando che i piacentini apprezzino alle prossime elezioni».

«Mastodontica operazione immobiliare – è il duro giudizio di Luigi Rabuffi (Pc in Comune) - che ci accompagna da anni con incertezze. Quella zona tra via Pennazzi e la Lupa merita di essere riqualificata. Il progetto venne approvato dal centrosinistra, con il voto contrario all’epoca della Lega che puntava il dito contro l’arrivo di un nuovo centro commerciale. Ora, beffa del destino, volete approvarlo: così farete morire il centro commerciale Porta San Lazzaro e Borgo Faxhall». Rabuffi ha puntato il dito contro le «troppe giravolte» in questa operazione. «È sparita la sede della Polizia Locale di via Colombo, era un cavallo di battaglia, avrebbe riqualificato la zona. E perché costruire altro residenziale, con così tanti immobili sfitti e inutilizzati in città?».

Da sempre contrario al progetto, nella maggioranza, si è dichiarato Mauro Saccardi del Misto. «L’accordo di programma dimostra la volontà della Giunta di andare avanti su un progetto che non condivido. Ricordiamo che è un’area immensa, tanto che se non ci fosse la ferrovia da un lato, potrebbe ospitare il nuovo ospedale. È un progetto attuale? Serve un altro centro commerciale? C’è modo e modo di riqualificare, questa città sta soffrendo: ci sono attività che aspettano ristori e sussidi e noi gli consegniamo un altro centro commerciale. Però questo progetto sono sicuro che non si farà: è troppo oneroso, una parte degli agricoltori non lo vuole e non credo che i colossi delex mercato ortofrutticolo-2 commercio vorranno venire in questa città adesso. E ricordo che il progetto non fu bocciato solo dalla Lega, ma anche da Forza Italia e Fd’I: con che faccia andremo a spiegarlo ai nostri elettori?».

«Quella zona ci chiede una risposta – ha esortato Giancarlo Migli (capogruppo Fd’I) -  e l’abbattimento dell’ex mercato non è in discussione. Non è un’operazione immobiliare: l’obiettivo è riqualificare l’area, che richiede l’intervento delle forze dell’ordine continuamente». «La Lega s’impegnò – ha voluto puntualizzare Lorella Cappucciati (Lega) - per ridurre il commerciale da 30mila a 19mila mq e trasformò le case popolari in residenziale. Quando tutto sarà portato a compimento questo progetto sarà un grande punto a favore di questa Amministrazione».

«Stupito dai commenti del Gruppo Misto – ha incalzato Francesco Rabboni (Fi) riferendosi all’ex collega di partito Saccardi - nei confronti di migliorie attese dalla maggior parte della cittadinanza. Siamo orgogliosi per essere arrivati a questo risultato». «C’erano gli stessi dubbi – ha ricordato Sergio Pecorara (Misto) - già nell’ex manifattura tabacchi. Andate a vedere i lavori, che sono già iniziati per quanto riguarda la viabilità del quartiere e le piste ciclabili. Sta cambiando la zona, nell’interesse pubblico. Ora bisogna andare avanti anche con questo progetto».

«Le trattative tra le parti – è la critica di Michele Giardino (Misto) - si erano irrigidite dopo che il Consorzio aveva cambiato i termini dell’accordo. Credo che la pandemia non c’entri nulla, visto che i problemi sono sorti nell’autunno 2019, prima del virus. Però non capisco: all’epoca il Consorzio chiese 30 mesi di tempo per trovare un privato disponibile a entrare nella partita. Ora gli si dà tempo tre anni da oggi: nutro dubbi. L’accordo di oggi è deludente, l’interesse pubblico è modesto».

«Tremerei – è la polemica di Massimo Trespidi (Liberi) - a dover sottoscrivere un accordo con il Consorzio. Fanno un accordo di programma e dopo un mese frenano tutto durante un loro Cda perché il vicepresidente e un consigliere votano contro. Chiedo: il nostro interlocutore dà le adeguate garanzie per un intervento del genere? Ho dubbi sulla tenuta dell’accordo e questa Amministrazione non è in grado di portare a termine la vicenda. Stiamo spostando nei prossimi 4 anni una cosa che si poteva chiudere già nel 2019».

Teme di «non starci dentro con i tempi» il consigliere di Pc Oltre, Roberto Colla. «La Giunta ha messo i puntini sulle “i” – è invece il parere del capogruppo Lega Carlo Segalini - nei confronti di Terrepadane. Se questa è ritenuta una cambiale, saremo contenti di averla sulle spalle. Ricordatevi le cambiali che abbiamo trovato noi sulle nostre teste».

IL SINDACO: «LA PANDEMIA C’ENTRA ECCOME»

«Stiamo portando avanti da mesi, come Amministrazione e non come partiti, questa partita che è complessa – ha espresso il sindaco Patrizia Barbieri in aula -. L’interesse pubblico è nella bonifica di quell’area. Se non lo si fa, il problema rimane sulle spalle della cittadinanza. Non c’è nessuna operazione immobiliare, nessun interesse privato da appoggiare. In quell’area anche lo stesso residenziale è stato sconsigliato dall’Ausl e da Arpae. E infatti parte del residenziale è stato ridotto». Da respingere al mittente, secondo il sindaco, le critiche. «Sento suggestioni sugli aspetti commerciali della vicenda. Ma certo che la pandemia c’entra eccome su questo progetto. A maggio 2020 il Consorzio avrebbe dovuto fare il successivo passaggio con l’ingresso del privato». Però c’era il Covid e non era il momento migliore per investire risorse. «Lo sappiamo, è stato un anno difficile, e lo sarà anche il 2021. I tre anni dell’accordo è il tempo massimo, ma non è detto che non si risolva prima». Anche l’assessore Opizzi si difende dall’opposizione. «Avere individuato dei tempi certi è importante. I due milioni di euro non erano sufficienti per fare lì la nuova sede della Polizia Locale. L’amministrazione ha fatto di tutto in questa fase per tutelare i negozi di vicinato, non si tiri in ballo questo argomento per criticarci».

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