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Scarpa: «Nessun piano industriale per Piacenza Expo»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Piacenza Expo, "ma 'spöl?"

«Viste le discussioni emerse in Consiglio comunale circa la delibera di aumento di capitale della Spa Piacenza Expo, il direttivo piacentino del Partito Socialista Italiano, dopo aver attentamente esaminato il bilancio in approvazione nonché le risultanze dell’Assemblea della società ritiene di puntualizzare alcuni passaggi che danno àdito a perplessità.

Il Presidente Cavalli, nel corso dell'Assemblea ha parlato di un ipotetico piano industriale di sviluppo di cui noi non s’è vista traccia. Ci aspettiamo che, quantomeno, provveda a presentarlo in sede di discussione in Consiglio comunale.

Ma i soci presenti in Assemblea (a parte Banca di Piacenza, sempre puntuale nei suoi interventi) sono pienamente coscenti di cosa hanno approvato? Temiamo, francamente, che non sia così. Infatti, il tutto è stato sostanzialmente deferito alla volontà del socio di maggioranza, il Comune di Piacenza, che con il potere riconosciuto al suo 54% delle azioni, dovrà -  e contiamo tutti sulla lungimiranza del Consiglio comunale - dare finalmente un chiaro contributo al rilancio internazionale di Piacenza Expo. L'Assessore Passoni, in quella sede, non ha però ritenuto di impegnare il Comune di Piacenza in attesa dell'assemblea consiliare.

Quali prospettive sono all'orizzonte ora? Ritiene forse, l'assessore, che, ad esempio, Camera di Commercio e categorie economiche alzino la posta, sottoscrivendo un quota superiore all'attuale partecipazione? E, se così fosse, a fronte di quale piano di sviluppo?

Non ci sembra che riasfaltare il piazzale, rifare bagni, tinteggiare la struttura e proporre la piazzola per l'eliporto rappresentino un gran progetto di rilancio. Speriamo inoltre che il Presidente Cavalli non si aspetti che la Fondazione di Piacenza e Vigevano, con Reggi Presidente, sia disposta a versare soldi dei piacentini a fronte di una così poco incisiva gestione dell'Ente fieristico. O forse pensa di poter utilizzare i 600mila euro della Regione Emilia Romagna per le spese correnti?

Su una cosa riteniamo si potrebbe trovare una unità d'intenti. Se finalmente la Camera di Commercio prendesse coscienza del ruolo "politico" e di rappresentanza dell'economia del territorio che le compete - che noi consideriamo di gran lunga superiore a quanto sin'ora dimostrato - e lanci un'OPA per rafforzare il proprio ruolo nell'Ente fieristico. A questo punto ci sentiamo di suggerire all'Assessore di competenza di attivarsi in tal senso. Questo per chiarire che il nostro intervento non ha finalità polemiche ma si prefigge il compito, se possibile, di fornire un contributo alla discussione evidenziando, a beneficio dei componenti il Consiglio comunale e di tutta la comunità produttiva ed economica, alcuni degli aspetti più salienti della vicenda».

Federico Scarpa, Psi

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