«Scarsa capacità culturale, la Giunta è insensibile al tema delle discriminazioni»

Il gruppo consiliare del Partito Democratico: «Atto politico retrogrado e pericoloso, che non a caso porta la firma della Lega Nord: hanno gettato la maschera. Perché l'assessore alle pari opportunità non è intervenuta?»

Il gruppo Pd in Consiglio: Piroli, Fiazza, Cugini e Buscarini

«Un atto politico - spiegano i consiglieri dem Giulia Piroli, Christian Fiazza, Giorgia Buscarini e Stefano Cugini - retrogrado e pericoloso, che non a caso porta la firma della Lega Nord». Così il gruppo consigliare del Partito Democratico di Piacenza commenta la «gravissima» decisione della Giunta comunale di uscire dal protocollo “Ready”, la rete nazionale delle amministrazioni pubbliche anti discriminazioni per l'orientamento sessuale e identità di genere. Si tratta di un progetto dell'ufficio pari opportunità promosso dal Comune di Torino e dal Comune di Roma, cui aderiscono numerosi enti tra cui Parma, Modena e la Regione Emilia-Romagna.

«La Giunta Barbieri ha finalmente gettato la maschera, affidandosi all’ideologia leghista di chiusura e intolleranza: ritirarsi da “Ready” significa ignorare i numerosi casi di bullismo, di vessazione e di abuso che avvengono in Italia, compresa Piacenza, segnati dalla piaga dell’omofobia», esordisce il Pd. «Vuol dire dimostrarsi insensibili ai temi di orientamento sessuale e di discriminazione di genere, nonché svelare una scarsa capacità culturale evidentemente estranea al rispetto delle diversità. Dopo i primi cento giorni di mandato trascorsi approvando gli ottimi atti istituzionali già avviati e definiti dalla precedente amministrazione di centrosinistra, questo atto politico invece lascia spazio a un’ideologia di destra preoccupante. La precedente amministrazione stava per inaugurare l'iniziativa "Tana libera tutti", mirata a rafforzare lo sportello antidiscriminazioni. Con la neoeletta amministrazione, al contrario, in via Taverna d'ora in poi a certi piacentini forse verrà impedito l'accesso. Che tristezza».

I consiglieri del Pd rispondono anche alle dichiarazioni dell’assessore alla famiglia Polledri, per il quale il protocollo in passato avrebbe favorito la divulgazione dell’ideologia gender a discapito dell’autonomia educativa della famiglia. «Sono parole pretestuose, che rischiano di far avanzare il contrasto e la divisione tra esseri umani. L’ideologia gender è un’invenzione che ha lo scopo di impedire l’insegnamento nelle scuole di un’educazione finalizzata al contrasto dell’omofobia, del bullismo, dell’esclusione sociale e della misoginia. Nessuno in ambito accademico parla di teoria gender: è un’espressione usata per creare consenso intorno a posizioni sessiste e omofobe», prosegue il Pd. «Una domanda sorge spontanea: che fine ha fatto l’assessora alle Pari opportunità? Perché non è intervenuta in difesa di questo presidio di civiltà?». Il Pd fa riferimento a Federica Sgorbati, assessore in quota Forza Italia.

«Di fronte a questo ritorno al passato - in linea con la Giunta Barbieri -», conclude il Pd, «rivolgiamo l’appello a tutte le forze di centrosinistra e alle anime moderate della coalizione di maggioranza a condannare questa azione propagandistica che fa arretrare il grado di maturità sociale della città. Revocare “Ready” - il piano anti discriminazioni per l'orientamento sessuale e identità di genere - non è solo una questione formale, ma un passo indietro per il progresso della società».

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