Una croce sulla commissione per le aree militari: sciolta

Ieri l'odg del consiglio comunale ha decretato lo scioglimento della commissione speciale per le aree militari, istituita nel 2007. Per Fiazza (Pd), è un danno ai cittadini. Mazza (Misto): si poteva andare avanti anche in 28

La commissione speciale per le aree militari istituita nel 2007 appunto per decidere la destinazione d'uso di quelle aree dismesse dal Ministero della Difesa, ha decretato ieri il suo ultimo giorno di vita. È stata sciolta con voto del consiglio municipale, ma era nell'aria da tempo, da quando le polemiche interne si avevano portato alle dimissioni del suo presidente, Gianni D'Amo.

Il colpo di grazia alla commissione lo ha dato quindi la maggioranza: l'ordine del giorno che prevedeva lo scioglimento, infatti, era targato Pd-Pc. E Christian Fiazza (Pd) scarica gran parte delle colpe proprio sull'opposizione, responsabile secondo la maggioranza, di essere stata sempre divisa e di aver causato zizzania. “Siete sempre stati divisi e ne prendiamo atto” ha dichiarato Fiazza, “ma le vostre divisioni precludono una possibilità ai cittadini”.

A cercare di salvare il salvabile, ieri  in consiglio, Gianni Mazza, del partito misto. Con i colleghi Levoni e Ceccarelli (Piacenza Libera), Edoardo Piazza (Per Piacenza con Reggi) e l'ex sindaco Vaciago (Misto), Mazza ha dichiarato: “se la commissione cade, tutti i percorsi finiscono in giunta e avremo scarse occasioni di partecipare alla questione aree militari. La commissione due non ha gli stessi poteri”.
Al posto della commissione aree militari, nascerà una commissione - due. Mazza: non avrà gli stessi poteri

D'accordo, dopo D'Amo (Pdl), aveva lasciato la commissione anche la Lega, ma per Mazza la commissione può andare avanti benissimo anche con 28 elementi. “Una maggioranza ampiamente qualificata”, ha dichiarato.

Ma, colpo si scena, è stato lo stesso D'Amo a passare la patata bollente alla maggioranza che ha deciso di chiudere la commissione. Se il consiglio glielo avesse chiesto, ha dichiarato, sarebbe stato disposto a ritirare le dimissioni e a proseguire.

Il conto dell'incontro di ieri a Palazzo Mercanti, oltre tre ore di rimpalli, l'ha tirato Bruno Galvani: “sono contento” ha detto “di non far parte né della maggioranza, né del centrodestra”.

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