Scuola multietnica, «Troppi stranieri, a Piacenza la didattica è a rischio»

Davide Garilli (Movimento Giovani Padani): «L'elevata percentuale di studenti stranieri nelle classi della provincia di Piacenza è un'anormalità che non favorisce nemmeno quell'integrazione sempre invocata a gran voce dal centrosinistra»

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«L’elevata percentuale di studenti stranieri nelle classi della provincia di Piacenza è un’anormalità che non favorisce nemmeno quell’integrazione sempre invocata a gran voce dal centrosinistra». Lo sostiene il coordinatore provinciale del Movimento Giovani Padani di Piacenza, Davide Garilli, analizzando i dati diffusi dall’Ufficio scolastico regionale di Bologna sulla presenza di alunni nati da genitori non italiani nelle scuole del Piacentino.

«Avere il 23,3% del totale delle classi composte da stranieri per oltre il 30 percento -evidenzia - significa non rispettare la circolare ministeriale numero 2 dell’8 gennaio 2010, che disciplina l’inserimento degli alunni senza cittadinanza italiana. Stando a quanto stabilito dall’allora ministro Gelmini, è infatti previsto un limite del 30 percento degli stranieri al fine di salvaguardare la continuità didattica, permettere un regolare svolgimento delle lezioni e garantire l’apprendimento a ciascun individuo di qualunque nazionalità. La classe prima dell’Alberoni costituita interamente da stranieri, venti, è una difformità che non rispetta i criteri fissati. L’anomalia – prosegue Garilli - non riguarda però solo la scuola primaria, fortemente interessata da questo fenomeno. Sono infatti coinvolti anche i nidi d’infanzia, che nella sola città di Piacenza vedono 221 iscritti stranieri su 1235, ovvero il 18 percento, sebbene la nostra provincia sia penultima in regione per servizi offerti e ultima per numero di posti disponibili». La forte incidenza di alunni stranieri, secondo Garilli, è l’esito di precise politiche che incoraggiano la scelta dell’Emilia Romagna e di Piacenza come mete prescelte. «A condurre a questa situazione – critica il coordinatore del Mgp - è il filo rosso che unisce un governo centrale, incapace di regolare i flussi migratori, all’amministrazione regionale e ai comuni, come quello di Piacenza, governati dal PD. Nel caso del nostro capoluogo provinciale, il forte impegno nel sociale della giunta Dosi, con particolare attenzione agli stranieri, costituisce un incentivo allo stanziamento di immigrati in città. È così che nei dieci anni tra il 2004 e il 2014 sono quintuplicati gli stranieri sui banchi del Piacentino, con il risultato di una popolazione scolastica nella quale gli italiani rischiano di diventare minoranza etnica».

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