Scuola, Mussini (Misto): «Perché premiare dirigenti che non hanno fatto il loro dovere?»

«In base a quale principio alcuni dirigenti scolastici vengono premiati nonostante non abbiano adempiuto ai propri obblighi di legge ed espongano in questo modo la Pubblica Amministrazione al rischio di dovere pagare un risarcimento?»

“In base a quale principio alcuni dirigenti scolastici vengono premiati nonostante non abbiano adempiuto ai propri obblighi di legge ed espongano in questo modo la Pubblica Amministrazione al rischio di dovere pagare un risarcimento? È questo il senso della tanto sbandierata meritocrazia della Buona scuola?” Se lo chiede la senatrice Maria Mussini, vicepresidente del Gruppo misto, che, raccogliendo le istanze della Federazione Gilda-Unams di Parma e Piacenza, ha appena presentato al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca un’interrogazione urgente sul tema.

Sebbene infatti il contratto collettivo nazionale della scuola, nell’ambito della cosiddetta contrattazione integrativa, stabilisca che i dirigenti scolastici debbano avviare le relazioni sindacali entro il 15 settembre di ogni anno invitando i rappresentanti delle organizzazioni sindacali competenti, i dirigenti di alcuni istituti delle province di Parma e Piacenza hanno adempiuto a quest’obbligo con ritardo o non lo hanno adempiuto affatto. Spiega Mussini: “Ancora oggi risulta che tre dirigenti scolastici non abbiano invitato la Gilda-Unams alle trattative sindacali per la definizione del contratto integrativo d’istituto, nonostante l’anno scolastico si stia ormai per concludere. Né è trascurabile il fatto che ben diciotto istituzioni scolastiche non avessero ancora adempiuto a questo obbligo a fine ottobre. Ciò nonostante, questi dirigenti, al pari di tutti il loro colleghi dell’Emilia Romagna, sono stati ritenuti meritevoli di percepire il compenso aggiuntivo denominato ‘indennità di risultato’”. Chiosa infine la senatrice:

“Questo episodio rappresenta l’ennesimo segnale di un Ministero che, pur pretendendo di fare imboccare a sé stesso e al sistema dell’istruzione una via ‘imprenditoriale', ha perso ogni controllo di ciò che accade nelle scuole, istituti che stanno subendo il caos provocato da una riforma concepita da politici incompetenti e il cui unico vero obiettivo è sempre stato quello del risparmio a spese di alunni, famiglie e insegnanti”.

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