Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica

«Se non c'è salute, non c'è economia: ora un piano di emergenza che sorregga anche le piccole realtà»

Il sindaco Barbieri: «Questa è una sfida importante, oserei dire epocale, a cui il sistema Piacenza dovrà rispondere con unità d’intenti, lungimiranza e con grande coraggio. È in gioco il nostro futuro, ma soprattutto quello dei nostri figli»

«Ogni generazione di italiani si è trovata ad affrontare una grande sfida, dalle guerre alle pandemie del secolo scorso, come l’Asiatica che tra il 1957 e il 1960 uccise 2 milioni di persone e la successiva influenza di Hong Kong che nel 1968 fece almeno 750.000 vittime. La sfida della nostra generazione è il COVID-19, un nemico micidiale, terribilmente contagioso». Scrive il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri sul proprio profilo Facebook.

«Stiamo combattendo il nuovo coronavirus con tutte le nostre forze, ma mentre lo affrontiamo dobbiamo pensare a quando sarà finita l'emergenza, per non trovarci impreparati a gestire la ripartenza economica. Ho sempre ritenuto, e tuttora ritengo, che quanto stiamo vivendo sia peggio di un terremoto. Siamo stati travolti da un nemico veloce e brutale che non ci ha neppure consentito di capire quanto stava accadendo. Mentre ancora si consuma un dramma quotidiano sul fronte sanitario, inesorabilmente si sta producendo un serio problema economico e, purtroppo, un conseguente problema sociale»

«È chiaro che  - dice - se non c'è salute, non c'è economia. Risolvere il problema epidemiologico è stata la nostra priorità assoluta, ma non abbiamo mai sottovalutato – nemmeno per un secondo – il tema della ripartenza economica del nostro territorio. Qui, a Piacenza, tutte le forze in campo sono chiamate ad essere unite nel definire le nuove priorità e nell’individuare manovre ad hoc e investimenti, ma per fare quello che va fatto occorre immediata chiarezza da parte del Governo. Non possiamo essere lasciati soli. Non possiamo perdere tempo».

«Ecco perché - conclude -  stiamo lavorando ad un Piano Strategico che punti a coinvolgere tutti gli attori territoriali: un piano di emergenza che dovrà produrre i primi effetti subito, grazie a misure concrete e mirate, sorreggendo anche le più piccole realtà. Questa è una sfida importante, oserei dire epocale, a cui il sistema Piacenza dovrà rispondere con unità d’intenti, lungimiranza e con grande coraggio. È in gioco il nostro futuro, ma soprattutto quello dei nostri figli».

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