Secessio Plebis: «Nessuno ci ha spiegato i servizi del nuovo ospedale»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

«Da una parte la Regione col suo governatore Bonaccini, che trasmette alla periferia del feudo elettorale l’editto per la costruzione del nuovo ospedale a Piacenza. Mai contrastato se non, anzi, spalleggiato dai locai politici piacentini che gli elettori nelle ultime due tornate di elezioni, amministrative e di camera e senato, avevano eletto con una maggioranza contraria a quella della giunta regionale. Probabilmente spinti anche dal bisogno di essere tutelati su un tema primario come la sanità pubblica. Tutti quanti oggi spalleggiati dal Gotha imprenditoriale che evidentemente ed in modo legittimo è interessato al business ed ai bei soldoni che certamente smuoverà la costruzione del nuovo ospedale. A prescindere però, dalle ricadute che si potranno generare o meno sulla salute pubblica piacentina. Ecco quindi costituirsi per l’occorrenza anche un nuovo comitato sedicente provinciale di “saggi” altolocati. Ma chisseneimporta! Tanto lorsignori politici ed imprenditori ed amici altolocati, in caso di bisogno, godono di tutte le risorse economiche necessarie per andarsi a curare ovunque si trovi la miglior cura. A tutti loro, politici, imprenditori e compagnia cantante, interessano soprattutto i cento milioni di euro promessi dalla regione ed i rimanenti cento, della ASL piacentina (da prendere a prestito dalle banche?) sempre a carico dei contribuenti!. Noi, invece, temiamo che non saranno sufficienti a coprire il costo totale del nuovo ospedale che, stimiamo, potrà superare i trecentocinquanta milioni, se non si vorrà ridurre la capienza rispetto all’attuale. O, peggio, se non si vorrà portarlo all’ inaugurazione incompleto, finito solo parzialmente, come il nuovo padiglione a Castel San Giovanni costato più di un milione di euro e lasciato per metà al rustico (per esaurimento dei fondi?).

 Dall’altra parte la gente, noi, normali cittadini, senza livree, senza troppi titoli accademici od incarichi ridondanti, dotata soltanto di buonsenso…. e di bisogni! Noi, la Plebe, che necessita, per le proprie cure, di presidi di sanità pubblica efficiente, di qualità e il più vicino possibile al proprio ambiente di vita. Se un benestante per un esame, una visita, un controllo deve recarsi dalla provincia a Piacenza, prende l’auto e va. Ma un anziano di minima pensione e che vive da solo, deve prendere il bus che, se arriva con 15 minuti di ritardo, gli fa trovare chiuso l’ambulatorio e deve ritornare un’altra volta…e magari non torna.

 Secondo voi tra quindici o vent’anni con la disoccupazione galoppante, il lavoro precario, saltuario e gli stipendi sottopagati, la popolazione sarà costituita più da benestanti o da persone sole ed indigenti?

I nostri predecessori (Giuseppe Verdi tra i più illustri) ebbero il buon senso di dotare ciascuno dei vari comprensori piacentini del proprio ospedale, che furono sette. Noi, oggi, pur rifiutando fermamente ogni accusa di passatismo, perché sappiamo che la scienza avanza, ecc., ecc. e bla, bla, bla, e quindi ne siamo pienamente convinti!, noi sosteniamo che invece di creare una cattedrale nel deserto ad uso e consumo degli amici del mattone e col patto del tortellino, bisognerebbe dotare le strutture esistenti di quelle modernità che possano garantire alla sanità pubblica piacentina un concreto ed attuabile futuro, (come in parte di recente già realizzate, avendo impegnato somme molto cospicue di denaro pubblico). Siamo convinti altresì che la nostra diversa impostazione porterebbe a risparmi rilevanti di denaro pubblico che si potrebbero dedicare all’assunzione di personale specialistico che oggi risulta in fuga dalla ASL piacentina, in netta contrapposizione con la pletora di medici che non perdono occasione di sostenerne pedissequamente ed in modo acritico i progetti in corso (in cambio di qualche favore?). Intanto si dibatte sul luogo dove farlo sorgere, mentre quasi nessuno ragiona sulla necessità o no di un nuovo ospedale a Piacenza. Nel frattempo, vediamo gli ospedali esistenti chiudere, trasformati in ospedale di comunità, in presidi di altra specializzazione e depotenziati. Nonostante la loro buona funzionalità garantita dalla professionalità dei propri medici, del personale tutto e dagli ingenti investimenti di denaro pubblico appena effettuati sulle strutture. Si vuol buttare il tutto alle ortiche per cambiare cosa? A noi risulta incomprensibile il perché! dato altresì che nessuno, proprio nessuno è venuto a spiegarci quali servizi dovrà contenere il nuovo ospedale e per quali cure.

Dateci delle ragioni concrete e plausibili per convincerci. In caso contrario continueremo a pensare che, ieri come oggi... è la solita lotta tra patrizi e plebei, SECESSIO PLEBIS! (492-3 A.C./ 2018)».

Angelo Boledi, segretario MPSP

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