«Semplificazione, tutela del patrimonio delle aziende, riduzione del cuneo fiscale»

I parlamentari della Lega, Murelli e Pisani, al sit in dei metalmeccanici Ugl. «Stiamo lavorando per avere una Cig con meno burocrazia e per la prosecuzione degli ammortizzatori. Serve una nuova Iri per ricostruire il patrimonio di imprese costruito dai nostri padri»

Murelli e Pisani al sit-in dell'Ugl

Semplificazione per la Cassa integrazione, tutela e difesa delle eccellenze del settore metalmeccanico che a Piacenza hanno una lunga tradizione, intervento sul cuneo fiscale e flat tax per aumentare il reddito dei lavoratori e difendere uno degli assi portanti della manifattura italiana. Sono, in sintesi, i punti centrali del colloquio  avuto dai parlamentari della Lega, Pietro Pisani ed Elena Murelli, con i vertici dell’Ugl metalmeccanici che hanno organizzato un sit in dopo essere stati ricevuti dal prefetto. «Abbiamo presentato - afferma Murelli, che è capogruppo della Lega in commissione Lavoro alla Camera - una interrogazione sulla burocrazia della cassa integrazione e sul prolungamento degli ammortizzatori sociali, dopo che il ministro Gualtieri aveva detto che si non può andare avanti così per sempre. Peccato che stime del Pil peggiorino di giorno in giorno. Non abbiamo avuto risposte. Sulla semplificazione, il Governo ha detto che si sta attivando. Nessun cambiamento, invece, sui licenziamenti».

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Murelli ricorda che «abbiamo proposto nel Decreto Rilancio in discussione in Commissione Bilancio alla Camera un emendamento sulla Cassa oraria. Tra le nostre richieste ci sono: domanda di Cassa integrazione entro 48 ore, accordo sindacale entro un mese, silenzio assenso sulla prosecuzione. Non sono proposte campate per aria, ma sono quelle fatte dalla Francia dove la Cig è pagata al 70%. contro il 40% dell’Italia». Pisani, che è in commissione Attività produttive al Senato, sostiene che «la grande battaglia è quella di riportare il lavoro in Italia». La metalmeccanica soffre, perché molte aziende italiane sono state svendute dopo l’accordo tra i poteri finanziari internazionali «che hanno fatto man bassa delle primarie industrie italiane». Serve «una nuova Iri - conclude Pisani - che ricostruisca il patrimonio italiano, fatto di eccellenze nella meccanica. Eccellenze che non sono state sfruttate perché lo smembramento ha favorito i grandi gruppi economici mondiali. Questi ultimi si sono spartiti ciò che nel dopoguerra avevano realizzato i nostri genitori, i quali avevano portato l’Italia ad essere tra le prime manifatture al mondo».

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