Sequestro in carcere, Lega: «Più strumenti agli agenti». Foti: «Situazione intollerabile»

I commenti dei consiglieri regionali leghisti Matteo Rancan e Valentina Stragliati e del deputato di Fratelli d’Italia Tommaso Foti dopo l’episodio di sequestro di un agente alle Novate

«Un agente della Polizia penitenziaria è stato sequestrato nel carcere di Piacenza da 5 detenuti. Si tratta di un fatto gravissimo, l'ennesimo, visto e considerato che situazioni critiche di questo tipo sono ormai all'ordine del giorno nel carcere di Novate. Pertanto siamo al fianco dell'Unione sindacati Polizia penitenziaria (Uspp) che rivendica, per gli operatori del carcere, strumenti idonei per fronteggiare le emergenze quotidiane». I consiglieri regionali piacentini della Lega, Matteo Rancan e Valentina Stragliati, stigmatizzano l'episodio di violenza verificatosi ieri ed esprimono «solidarietà agli agenti della Polizia Penitenziaria che lavorano nel carcere di Piacenza». «Troppo spesso nel nostro Paese i governi hanno mostrato più attenzione per i delinquenti che per le donne e gli uomini in divisa. In tutta l’Emilia-Romagna ci sono circa 3.800 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare e di questi, 1.900 sono stranieri. La Lega ha lavorato e lavorerà per far scontare la pena ai detenuti stranieri nel Paese d’origine ed è al fianco della Polizia Penitenziaria. Il Pd di Bonaccini, invece, pensa a smontare i Decreti sicurezza, a schedare le Forze dell’Ordine e a spalancare i porti», concludono i due consiglieri piacentini del Carroccio.

FOTI AL GOVERNO: «SITUAZIONE INTOLLERABILE»

«Solo la competenza e la professionalità dimostrata dagli Agenti di Polizia penitenziaria ha impedito che, nella giornata di sabato 29, la situazione precipitasse» è il giudizio tranchant di Tommaso Foti, parlamentare piacentino di Fratelli d’Italia, che annuncia una interrogazione ai Ministri di Giustizia ed Interno. «La gravità di quanto verificatosi – denuncia Foti – con il vero e proprio sequestro di un agente da parte di carcerati riottosi, in prevalenza stranieri, sarebbe già sufficiente in se a destare grande allarme. Tuttavia – rimarca il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni – accadimenti gravi non sono novità presso il carcere delle Novate, come non ho mancato di denunciare a mezzo di precedenti atti di sindacato ispettivo». Per Foti non vi sono dubbi: «Il Governo affronti di petto la questione, non è pensabile che gli Agenti di Polizia Penitenzieria in servizio alle Novate debbano lavorare, costantemente, vedendo messa a rischio la propria incolumità personale».

TAGLIAFERRI: «NON SI PUO’ ASPETTARE ANCORA»

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 «Nella giornata di sabato – è intervenuto anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri - un agente della casa circondariale delle Novate di Piacenza è stato sequestrato da alcuni detenuti che chiedevano di parlare con la sorveglianza per futili motivi. In un primo tempo, nemmeno l'intervento del comandante di reparto è servito a calmare gli animi, tanto che contro di lui sarebbero stati scagliati oggetti. Soltanto dopo alcune ore, a quanto si apprende dalla stampa, l'agente sarebbe stato fatto uscire dal reparto, fortunatamente incolume. Durante la notte, poi, gli stessi detenuti avrebbero inscenato un altro evento critico che ha richiesto l'intervento del personale. Non è certamente la prima volta che i sindacati denunciano aggressione in carcere delle Novate. Il sovraffollamento e l’altissima percentuale di stranieri rendono la situazione di questa casa circondariale sicuramente più delicata di tante altre e a farne le spese è principalmente chi vi lavora! Stando ai dati forniti dal Ministero della Giustizia al 31 gennaio 2020, relativi ai detenuti presenti nei diversi istituti penitenziari rispetto alla capienza regolamentare degli stessi, risulta che la casa circondariale delle Novate di Piacenza non soltanto presenti un indice di sovraffollamento del 128,61%, ma detenga il record regionale per detenuti stranieri che in tale struttura raggiungono la percentuale del 66,54%, con un aggravarsi rispettivamente del 9% nella percentuale relativa al sovraffollamento e dell’1% della percentuale di stranieri rispetto ai dati diffusi il 28 febbraio dello scorso anno. L’inserimento di 15 unità maschili nel ruolo di agenti-assistenti avvenuto l’estate scorsa è sicuramente stata una boccata d’ossigeno per la struttura che, comunque, rimane fortemente sott’organico se soltanto si pensa alla risposta data dal Ministro Bonafede all’on. Tommaso Foti lo scorso autunno nella quale il Ministro della Giustizia asseriva: “Per quanto riguarda il contingente organico della polizia penitenziaria, va detto che presso la Casa circondariale di Piacenza, a fronte di una pianta organica di 250 unità, la forza amministrata risulta essere pari a 218 unità, da cui però vanno detratte 32 unità distaccate”. Alla luce di ciò il sindacato ora ha chiesto la dotazione di mezzi di intervento «contro detenuti che per futili motivi mettono a soqquadro i reparti» ed invitato la direzione «ad attuare un piano di pronto intervento in caso di situazioni critiche e a fornire strumenti idonei al personale per fronteggiare le emergenze quotidiane». Ritengo che le istituzioni non possano restare insensibili a questo appello e debbano anzi provvedere a sollecitare la dotazione di strumenti idonei per fronteggiare le emergenze quotidiane quali ad esempio il teaser. Ho quindi presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale di appoggiare le richieste avanzate dalle rappresentanze sindacali del personale presente nella struttura ed intervenire con urgenza sul Governo per ottenere un adeguamento degli organici della polizia penitenziaria presso la struttura piacentina, con particolare riguardo al numero dei sovraintendenti».

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