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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Politica

«Serve una rivoluzione fiscale come quella proposta da Trump»

Intervista al segretario federale Matteo Salvini, in visita a Piacenza per la campagna elettorale delle Amministrative e alla vigilia del congresso del suo partito a Parma

Dalle indicazioni delle priorità per Piacenza, al debito pubblico, alle tasse al 15% per tutti, alla valutazione del merito nel settore pubblico. Tanti i temi toccati da Matteo Salvini, in questa intervista esclusiva a ilPiacenza.it. Il Segretario del Carroccio è venuto in città, ieri 20 maggio, per la campagna elettorale a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, Patrizia Barbieri. Una chiacchierata informale, tra un saluto, un incoraggiamento, mentre volantinava in via 20 settembre come un qualsiasi militante.

Indichi tre tremi su cui dovrebbe puntare il sindaco di centrodestra a Piacenza, una città che lei conosce bene per esserci venuto più volte.

«Su ciò che può fare un sindaco. Sicurezza, impedendo l’arrivo di finti profughi e mettendo al primo posto gli italiani per le case popolari, contributi per l’affitto, bonus bebè, aiuti economici. Dovrebbe poi ridurre le tasse locali, perché sicurezza vuol dire anche luci accese, negozi aperti: abbassare la tassa sui rifiuti e tutti quei balzelli, a partire dal plateatico, che penalizzano le imprese. Infine, occorre puntare sui giovani. Tenerli qui e investire nella loro città».

Il debito pubblico ha stabilito un nuovo record (2.260 miliardi di euro, a marzo) e il debito delle Amministrazioni centrali pubbliche è aumentato di 20,3 miliardi. Dove sono finiti tutti questi soldi?

«La moneta unica non è servita a niente, né a diminuire le tasse né ad abbassare il debito pubblico. Serve la rivoluzione fiscale che sta proponendo Trump negli Stati Uniti: tassa unica al 15%, meno burocrazia e meno Stato».

E chi non paga le tasse al 15%?

«Va in galera».

Ormai le inchieste per corruzione non si contano più, dall’arresto del sindaco di Terni fino al caso di Trapani con le dimissioni di un sottosegretario e il coinvolgimento del presidente della Regione e di altri consiglieri. Tutto questo, mentre in autunno Lombardia e Veneto andranno al voto per l’autonomia, che vuol dire trattenere sul territorio una gran parte delle tasse. Potrebbe essere questa una chiave di volta per far sviluppare alcune aree e ridurre la corruzione?

«Io sono per il chilometro zero. Agricoltura a chilometro 0, politica a chilometro 0, tasse a chilometro 0. Le tasse restano dove vengono prodotte e ci sarà più controllo su furti, spreco ed evasione. Rilancerò la battaglia per i concorsi pubblici a livello regionale, ad esempio per insegnanti o forze dell’ordine, per evitare di deportare migliaia di persone da una parte all’altra dell’Italia».

Pensa anche alle cosiddette “gabbie salariali”?

«Concorsi e contratti su base regionale, per premiare chi conosce meglio il proprio territorio. E per fortuna, ho notato che anche al Sud sta crescendo la voglia di adottare questo principio».

Caso Renzi, padre e figlio intercettati al telefono. Come giudica la pubblicazione dell’intercettazione?

«Lo ritengo sbagliato. Pubblicare intercettazioni senza rilevanza penale. Guardare dal buco della serratura è una porcheria, sia quando si colpiscono gli amici sia quando il bersaglio è l’avversario».

Da qui ci si collega alla riforma della Giustizia, attesa da decenni e mai realizzata…

«Abbiamo un debito pubblico di alcune decine di milioni di processi in attesa o mai fatti. Anche nei tribunali occorre riportare il merito, una cosa che in Italia non c’è».

La scuola è in crisi. Qual è la sua opinione sulle 50mila assunzioni dei precari da parte del ministro Fedeli? Ha scambiato il ruoli di ministro e di sindacalista Cgil?

«E’ il peggior ministro della Pubblica istruzione che potesse arrivare. Anche in questo caso, va cancellata la “buona scuola” e va riportato il merito nelle aule scolastiche. Assumere migliaia di persone non è nell’interesse né della scuola né degli studenti».

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