«Servono azioni concrete per sostenere i nostri comuni»

L’assessore al bilancio di Fiorenzuola Marcello Minari espone alcune proposte a salvaguardia dei comuni che presto dovranno fare i conti con gli esiti dell’emergenza sanitaria in corso

L'assessore Minari

«E’ chiaro a tutti – interviene nel dibattito l’assessore al bilancio di Fiorenzuola, Marcello Minari - che l’emergenza Covid-19, tutt’altro che superata, debba ancora concentrare le attenzioni del Governo e delle Regioni sulla situazione sanitaria, non bisogna però commettere l’errore di dimenticarsi dei bilanci dei Comuni, perché una volta tornati alla normalità gli enti locali dovranno essere in grado di lavorare operativamente, di garantire i servizi ai Cittadini e possibilmente di andare loro incontro con misure dirette a ridurre la tariffazione e la tassazione locale. Per farlo però servono provvedimenti decisi e tempestivi da parte del Governo, perché la crisi economica che si sta generando parallelamente a quella sanitaria avrà necessariamente delle ricadute sulle entrate degli enti locali, non solo nel 2020 ma anche nel 2021». «Ad oggi l’unico provvedimento economico diretto ai comuni contenuto nel D.L. 18/2020 (noto come “Cura Italia”) è la possibilità di utilizzare, solo per il 2020, la quota disponibile dell’avanzo di amministrazione (risorse non spese nel 2019) anche per le spese ordinarie collegate all’emergenza Covid-19. Questo provvedimento, che nel migliore dei casi potrà essere utilizzato dai Comuni tra maggio e giugno, una volta approvato il rendiconto 2019, non aggiunge niente alle risorse già in bilancio e anzi porterà gli enti a ridurre le spese di investimento (lavori pubblici), che possono essere finanziate appunto con l’avanzo di amministrazione, in favore di spese ordinarie».

«Servono subito – prosegue l’assessore Minari - tre azioni concrete. Anci ha presentato un emendamento molto corposo per la conversione in legge del decreto 18/2020 in cui molto opportunamente si propone almeno per un biennio, di ridurre drasticamente la percentuale di accantonamento del fondo crediti dubbia esigibilità sui bilanci comunali. Questo fondo “blocca” sui bilanci una cifra variabile in base ai valori storici dei crediti ancora esigibili dal comune e serve come sorta di garanzia per la pubblica amministrazione. Sbloccarne una parte sarebbe come aumentare le risorse disponibili per i Comuni e ciò consentirebbe di dare maggiori servizi o ridurre i costi dei servizi già erogati ai cittadini. Un’altra azione su cui ragionare sarebbe limitare la trattenuta statale sull’Imu dei fabbricati produttivi solamente ad una percentuale, che adesso viene trattenuta completamente. Anche questa misura consentirebbe ai Comuni più libertà di manovra nella determinazione delle tariffe e ci consentirebbe di andare incontro alle imprese. L’ultimo punto su cui per ora voglio porre l’attenzione è l’opportunità di un rinvio al 2022 dell’applicazione del nuovo metodo di calcolo delle tariffe sui servizi di raccolta e smaltimento rifiuti. Ad ottobre 2019 una delibera di ARERA, aveva imposto l’obbligo di applicazione da gennaio 2020, operazione impraticabile, ora slittata al 30 aprile. Tra tutte le proroghe sulle scadenze per la Pubblica Amministrazione, l’unica data che non è cambiata è questa».

«Il nuovo metodo di calcolo delle tariffe per i servizi che i comuni devono pagare ai gestori della raccolta rifiuti avrà ricadute ovviamente anche sulle tariffe applicate dai comuni ai cittadini, a meno che i Comuni non decidano di tagliare altre spese. Purtroppo al momento non siamo in grado di fare nessuna proiezione. Per il 2020 è possibile ancora approvare i piani finanziari del 2019, salvo poi corrispondere ai gestori dei servizi il conguaglio dilazionato in un triennio in caso di maggiori costi risultanti dal nuovo metodo tariffario. In ogni caso questa operazione si tradurrà in un maggior costo per i comuni e quindi per i cittadini, su un servizio che viene gestito in maniera diversa in ogni Comune a seconda delle dimensioni e delle necessità dei vari Centri. Guardando alla nostra Provincia è di pochi giorni fa l’articolo in cui si parlava degli utili netti del gestore per la nostra provincia (IREN) che ammontano a 237 mln di euro. Iren, come altre multi utility, è un soggetto a forte partecipazione pubblica dato che oltre il 50% delle azioni è detenuto da enti pubblici. E’ vero che il sistema tariffario attuale è molto datato, ma credo che ci siano margini evidenti per posticipare questo passaggio e ragionarlo con più calma quando avremo fatto i conti anche con le conseguenze economiche di questa incredibile emergenza. I Comuni sono i terminali della pubblica amministrazione, vanno preservati da possibili buchi di bilancio, perché sono gli enti da cui i cittadini e le imprese devono poter pretendere ed ottenere servizi».

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