«Seta è in buona salute, anche nel 2016 conti in pareggio»

A Palazzo Mercanti si è parlato della società del trasporto pubblico locale. Botti (Pdl) chiede di conoscere i nomi dei cittadini che ricevono contributi dai servizi sociali. Bisotti: «Questione di privacy»

Un’interrogazione di Filiberto Putzu (Forza Italia) durante la seduta del 10 ottobre ha riportato l’attenzione di Palazzo Mercanti sull’azienda del trasporto pubblico Seta. Putzu ha chiesto chiarimenti sulla situazione economica della società. «Nel 2015 – gli ha risposto il vicesindaco Francesco Timpano – Seta ha avuto un utile di 5 milioni di euro, dovuto a componenti straordinarie e non ripetibili. Per il 2016 il pareggio è un risultato plausibile, anzi, sarà migliore, sarà come i bilanci del 2013 e 2014. La società dà cenni di salute. I risultati positivi permetteranno investimenti. Trenta milioni di euro per 128 mezzi su tutto il territorio di Piacenza, Reggio Emilia e Modena. Ci vuole un mix di risorse anche con i contributi pubblici, oltre all’autofinanziamento che arriva dai biglietti di viaggio. Nel Piacentino sono stati inseriti nel parco mezzi 36 bus dalla nascita di Seta. Da 14 anni di media dei mezzi siamo scesi a 12: siamo lontani dall’avere mezzi adeguati ma si sta andando in quella direzione. Per il 2017 ci saranno 7 nuovi bus urbani per la città. Non è sufficiente, ci sono episodi che ci dicono che abbiamo ancora mezzi vecchi. Ma abbiamo una società in buona salute, possiamo impegnarci in investimenti. Ecco perché c’è una nuova manovra tariffaria, non esagerata, non punitiva, che agevola gli under 14 e le famiglie con più figli che hanno abbonamenti. Il 50% degli investimenti proviene da autofinanziamento, il resto è messo da contributi pubblici e tariffe da traffico. Abbiamo così toccato le tariffe medie degli altri due territori, per aumentare le entrate e gli investimenti. Non è una bella storia, ma stiamo riequilibrando le cose». «C’è un giro pazzesco di soldi – ha osservato nuovamente Putzu - e poi non ci sono utili importanti , così come per le Farmacie Comunali».

CONTRIBUTI E PRIVACY DEI SERVIZI SOCIALI

«Nel bilancio consultivo – è l’oggetto dell’interrogazione di Giovanni Botti (Pdl) - ci sono contributi erogati senza nome. Si psrla di due milioni e mezzo del nostro bilancio, quasi tre milioni, sarebbe bene conoscere a chi vengono erogati. La nostra è assistenza vera e propria, i nostri servizi sociali fanno questo». «Al riguardo si è pronunciato sul tema il garante della privacy – ha replicato l’assessore Silvio Bisotti - per tutelare le persone, che possono essere spesso non autosufficienti, anziani soli, persone con fragilità. Ogni beneficiario di contributo ha un codice univoco per gli uffici, in ragione della trasparenza. Così i cittadini possono sapere quanti contributi vanno alla singola persona, senza conoscere il nome. I “nomi italiani” che sono citati nel bilancio citato da Botti sono gli abitanti di Roncaglia coinvolti dall’alluvione. Per quanto riguarda la diffusione dei loro nomi non c’era alcun problema di riservatezza». «Visti gli importi – ha lamentato Botti - ci vorrebbe più chiarezza, per capire come vengono erogati questi contributi».

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