Sì al protocollo d'intesa tra Regioni per tutelare Po e fermare il bracconaggio

"Progetto interessante anche sotto il profilo turistico" ricorda Iotti (Pd). Foti (Fdi): "Ritardi procedurali". Pettazzoni (Ln): "Bene azioni di contrasto a bracconaggio" . Bertani (M5s): "Vigilanza più puntuale"

Sì in Aula con 32 voti su 34 presenti al progetto di legge che ratifica il Protocollo d’intesa tra la Regione Emilia-Romagna, l’Autorità di bacino del fiume Po, la Regione Lombardia, la Regione Piemonte e la Regione Veneto per una gestione sostenibile e unitaria della pesca e per la tutela del patrimonio ittico nel fiume Po. L’obiettivo è quello di stabilire un piano d’azione comune per contrastare bracconaggio e conservare specie autoctone della fauna ittica. "Il corridoio fluviale del Po, asse strategico fondamentale che garantisce la connessione degli habitat e gli spostamenti della fauna ittica migratoria in tutto il bacino, rientra in due progetti del programma europeo Life", ricorda Massimo Iotti (Pd) relatore di maggioranza del pdl. Quattro articoli che permetteranno alle regioni rivierasche di condividere norme e pratiche di gestione dei territori. Sette milioni di euro di risorse con il 50% di finanziamento europeo. "Si tratta anche di un progetto di grande interesse turistico e per la pesca sportiva," aggiunge Iotti, "la riapertura delle vie migratorie garantirà continuità ambientale, monitoraggio e selezione della specie". Il relatore di opposizione, Tommaso Foti (Fdi), lamenta però un ritardo procedurale che "un'Assemblea elettiva come la nostra non potrebbe permettersi". Il Protocollo d'intesa è invece un "punto di partenza" per la Lega NordMarco Pettazzoni si dichiara soddisfatto per l'armonizzazione delle norme sulla pesca e per le azioni di contrasto al bracconaggio, tema a lui caro, e avanza la proposta di un "tavolo di valutazione composto da associazioni legate alla pesca e all'ambiente che possa aiutare nel coordinamento la cabina di regia delle quattro regioni". Parere postivo al pdl anche da Andrea Bertani (M5s): "Il coordinamento tra regioni è un'opportunità che nasce e va colta perché sulle due sponde del Po vi sono attività differenti, ma il bracconaggio si sviluppa su entrambe". Con un'unica cabina di regia le forze dell'ordine potranno così agire in maniera più puntuale per fermare un fenomeno, quello del bracconaggio, che sta impoverendo la risorsa ittica del territorio". Sì anche da Si: "Il progetto mette ordine e fa chiarezza" spiega Yuri Torri

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