Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Si: «Chi vuole togliere le primarie forse ha timore di perderle»

Rizzitiello (Sinistra Italiana) risponde a Fiazza (Pd): «Ecco come sono andate le cose in ApP. Castelli è sempre a disposizione da anni per ogni situazione, ora appare come il salvatore»

«Le esternazioni del consigliere Christian Fiazza su Alternativa per Piacenza, candidato unico e primarie, sono quantomeno discutibili. Afferma che “Cugini ha lavorato bene in minoranza ma, non per questo poteva essere automaticamente il candidato”, forse si è già scordato di come sono andate le cose in ApP e di quello che è successo a fine novembre-inizio dicembre. Il suo partito, il Pd, fece la prima mossa (ufficiale, perché altre furono fatte in modo implicito) sul candidato sindaco con un sondaggio tra i dirigenti dal quale sortì una rosa di quattro nomi fra i quali portare quello, unico, in discussione in ApP addirittura sconsigliando ricorsi a strumenti come le primarie che rischiavano, a detta loro, di risultare eccessivamente divisivi».

«Le cose andarono diversamente. Si prospettò anche l’ipotesi Calza, lanciata all’improvviso, come d’altronde lo furono quelle di Toscani, Monti e Cavallini; boutade giornalistiche assolutamente carenti di una presentazione e discussione in seno al centrosinistra. La temperatura si alzò notevolmente, specie in casa Pd, tant’è che fu allora che si materializzò la giravolta e si iniziò a ventilare la proposta delle primarie in quanto le cose si complicavano per il segretario Bisotti e ormai la scelta convergeva tra Cugini e Calza (8-12-2021). Il 10 dicembre risultava conclamata l’opposizione interna PD alla candidatura Cugini perché considerato “troppo di sinistra” con preferenza agli altri della rosa iniziale, Gazzolo o Fiazza; l’11 improvvisamente sfuma la candidatura Calza che si sfila con garbo; e, dulcis in fundo, il 12 dicembre arriva al tavolo di ApP la proposta fresca fresca di celebrare le primarie di coalizione per trovare il candidato. Da lì partì la tiritera “primarie sì-primarie no” che ancora non ha trovato soluzione ed è ancora tutta da definire».

«Ora, all’improvviso, come i precedenti candidati sbattuti in prima pagina, appare la figura del salvatore; a detta di Fiazza colui che rappresenterebbe tutte le anime del centrosinistra in Alternativa per Piacenza e metterebbe d’accordo i moderati e la sinistra radicale mettendosi a disposizione, a suo dire, per togliere le castagne dal fuoco, il sindaco di Cerignale Massimo Castelli. Che il soggetto sia sempre a disposizione è noto da tanto tempo. In gioventù lo era per la Dc, poi con la caduta della prima repubblica prontamente si mette a disposizione di Di Pietro per picconarla risultandone la punta di diamante nel piacentino. Poi, caduto Di Pietro nella polvere subito si mette a disposizione del Pd che lascia velocissimamente per disposizionarsi in Emilia Romagna Coraggiosa per uno scranno in Consiglio Regionale. In pratica è l’inventore di un nuovo movimento; dopo il massimalismo, il riformismo e il sovranismo ora avremo anche il disposizionismo».

«Per me Castelli è il candidato unitario, in quanto trasversale, e le Primarie non servono” afferma ora il consigliere Fiazza. Peccato che contemporaneamente affermi che la direzione del Partito Democratico ha suggerito di misurare i candidati con le Primarie. Peccato che non ci sia stata consultazione con gli alleati ma sia partita una raccolta di firme per presentare, in ritardo, la candidatura di Castelli, molto probabilmente si sapeva che non fosse così unanimemente unitaria e ora si tenta di confondere le acque. Peccato che si voglia far apparire incoerenti coloro che hanno sempre chiesto di conoscere di persona i candidati per sentire le loro proposte e magari discutere ed arrivare ad una sintesi senza bisogno di spendere tempo, soldi ed energie per inutili primarie. Peccato che, chissà perché, ora si voglia togliere l’ingombro primarie. Forse perché c’è il fondato timore di perderle?».

Michele Rizzitiello per Sinistra Italiana

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