«Si è evitato lo stato di privilegio: sì alle elezioni anticipate»

Rifondazione e Comunisti italiani in piazza Cavalli per manifestare contro il lodo Alfano. Montanari (Prc): «Berlusconi si dimetta per rispetto dei cittadini». Forelli (Pdci): «C'era il rischio di uno stato di privilegio. La Corte costituzionale ha riportato lo stato di diritto»

comunisti_3La sinistra radicale in piazza per ribadire con forza «che la legge è tornata uguale per tutti». Lo ha fatto questo pomeriggio, davanti alla chiesa di San Francesco, con un sit-in con qualche decina di militanti. Lo spunto è stato la bocciatura, da parte della Corte costituzionale, del lodo Alfano, la legge che avrebbe garantito, alle 4 più alte cariche dello Stato, l'immunità assoluta. Partecipano Rifondazione, Comunisti italiani e alcuni amministratori (i consiglieri comunali D'Amo e Pallavicini).

«VUOLE CITTADINI DI SERIE A E DI SERIE B» - «Berlusconi ha creato una sorta di rivoluzione passiva - sottolinea Roberto Montanari, segretario provinciale del Prc, intervenuto insieme segretario regionale Nando Mainardi -, in cui le fasce meno abbienti, le principali vittime della crisi, sono solidali con coloro che la crisi hanno contribuito a crearla». Mancano, quindi, «politiche efficaci contro i licenziamenti». «In questo contesto - continua - con il lodo Alfano Berlusconi avrebbe voluto dividere gli italiani in quelli di serie A e in quelli di serie B. Ma siamo tutti uguali di fronte alla legge. Con la bocciatura sono state ripristinate le regole».

ELEZIONI SUBITO - Sotto accusa anche la reazione violenta del presidente del Consiglio al giudizio della Corte costituzionale, «dichiarazioni di una gravità inaudita - continua Montanari -, eversive, di cui non si era mai permesso nessuno». In nome del «principio di eguaglianza», quindi, «sì alle elezioni subito» come «elemento di etica politica».  

«LO BATTEREMO SUL TERRENO POLITICO» - Un'onda per una nuova legislatura, quindi. Anche se i sondaggi - lievemente incrinati dal giudizio della Corte - vedono il presidente del Consiglio ancora ad alto apprezzamento. «Sappiamo di essere in minoranza - affermano gli esponenti di Rifondazione e Comunisti italiani, tra cui il segretario provinciale Enrico Forelli -, e non si batte Berlusconi facendo leva sulla “galera”. Bisogna batterlo sul terreno della politica e dell’egemonia culturale».


Sopra e all'inizio del pezzo alcuni manifestanti
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