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Inchiesta

«Si prenda atto che il polo logistico non è sostenibile né da un punto di vista sociale né da quello ambientale»

Europa Verde Piacenza mette sul piatto alcune proposte e chiede alla nuova amministrazione «come intende procedere, come si pone in merito al conflitto sociale nel polo logistico e alle situazioni di oppressione che ne conseguono»

«L’amministrazione comunale deve dare risposte sul polo logistico. Le ultime notizie della cronaca giudiziaria provinciale riportano all’attenzione dell’opinione pubblica le problematiche della logistica. Come Europa Verde Piacenza. -si legge in una nota - in questo momento non riteniamo opportuno esprimerci circa l’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Piacenza. Siamo garantisti e rispettosi del ruolo della magistratura: gli indagati fino a condanna passata in giudicato sono innocenti e la magistratura deve continuare le indagini in autonomia».

«Riteniamo però che non si debba aspettare il clamore di una inchiesta giudiziaria per affrontare pubblicamente il tema della logistica. Da sempre come Europa Verde sosteniamo che il polo logistico non è una risorsa per Piacenza e per gli altri comuni interessati. Una ristretta cerchia si arricchisce mentre il territorio ha in cambio solo esternalità negative quali il consumo di fertilissimo suolo agricolo, la cementificazione, l’aumento del traffico di mezzi pesanti, l’inquinamento dell’aria e lavoro in condizioni aberranti»

«È ora di prendere atto che il polo logistico non è sostenibile né da un punto di vista sociale né da un punto di vista ambientale: crisi sociale e crisi ambientale non possono essere prese come dinamiche separate, sono le due facce della stessa medaglia. Non ci può essere lavoro dignitoso, non ci può essere rispetto per l’ecosistema quando il termine ultimo di misura è il profitto per gli azionisti, quando il processo produttivo può essere facilmente spostato altrove in pochi mesi. Di fronte alle condizioni lavorative oppressive e degradanti del polo logistico non possiamo che esprimere la nostra completa solidarietà ai lavoratori ed alle loro famiglie. Sono loro che, al caldo così come al freddo, spostano merci per salari inadeguati alle esigenze della persona e con tutele contrattuali e previdenziali minime. Non crediamo che in un conflitto sociale che vede contrapposti lavoratori e grandi aziende si possa essere neutrali, tra oppressi e oppressori stiamo umanamente e politicamente con gli oppressi. L’intervento dell’amministrazione locale deve collocarsi dalla parte degli oppressi, i lavoratori, e garantire loro gli strumenti per difendere i propri diritti ed esprimere la propria voce».

«Non è un’astratta enunciazione di principi ma una materia normativamente di competenza dell’amministrazione locale: i servizi sociali rivolti alla persona ed alla comunità. Vediamo quali interventi potrebbe quindi mettere in atto l’amministrazione comunale:

• Tutela del diritto all’informazione circa i propri diritti e le proprie possibilità: tale diritto può essere reso esigibile mediante uno sportello mobile (camper o gazebo) che l’amministrazione attiva agli orari di ingresso e uscita dei lavoratori in punti strategici, una sorta di QUIC unito all!Informasociale, che possa poi fare da collegamento con altre amministrazioni come l!Azienda USL e gli enti previdenziali;

• Promozione ed empowerment della persona: tra le competenze del comune in materia di servizi alla persona vi è l’educazione degli adulti. Nel territorio comunale sono già previsti servizi di educativa di strada, modalità d’intervento che potrebbe essere adottato coi lavoratori del polo logistico, per innescare logiche di empowerment, processi di autodeterminazione, auto aiuto e presa di parola.

• Tutela dei diritti nelle sedi istituzionali: l’amministrazione può mettere a disposizione il proprio peso politico così come le competenze tecniche e giuridiche espresse dagli uffici;

• Monitoraggio del territorio: tra le competenze della corpo di Polizia Locale vi sono anche gli accertamenti amministrativi e penali in materia di tutela ambientale e inquinamento. Chiediamo espressamente alla nuova amministrazione comunale di Piacenza come intende procedere, come si pone in merito al conflitto sociale nel polo logistico e alle situazioni di oppressione che ne conseguono ed alle proposte che, come Europa Verde Piacenza abbiamo fatto in questo comunicato. In particolare lo chiediamo al sindaco, Katia Tarasconi, all’assessore alla solidarietà e all’inclusione Nicoletta Corvi, all’assessore allo sviluppo Simone Fornasari e all’assessore alle politiche ambientali Serena Groppelli».

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