«Siamo la provincia emiliana più colpita e la Regione fa altrove l’hub per la terapia intensiva»

Girometta (Fi): «Piacenza deve entrare assolutamente in rete con una sua struttura inclusa in questa rete regionale e nazionale, non possiamo essere dimenticati»

«Apprendiamo dal presidente della Regione Emilia-Romagna la firma di un protocollo con il Ministro della Salute Speranza per far diventare 6 strutture ospedaliere hub della terapia intensiva con la messa a disposizione di 146 posti letto. Questi possono essere utilizzati sia per l’emergenza Coronavirus in caso di un futuro ripresentarsi di questa pandemia sia per altre situazioni di emergenza nazionale derivante anche da altre possibili problematiche sanitarie. Se da un lato cogliamo il dato positivo che per questo che è stato chiamato “Covid Intensive Gabriele Girometta 1-2Care” (perché usiamo termini anglosassoni?) ha una dotazione di 26 milioni di euro più 9,5 che arrivano da Protezione Civile e donazioni, dall’altro esprimiamo un forte disappunto perché nessuna di queste strutture è stata localizzata a Piacenza». Così Gabriele Girometta, commissario provinciale di Forza Italia, esprime le sue perplessità per la decisione della Regione di non comprendere Piacenza tra le sei strutture sanitarie (su quattro province) che potenzieranno la propria terapia intensiva.

«Siamo la Provincia emiliana più colpita – fa notare Girometta - e ai confini con la Lombardia, con un progetto di nuovo ospedale da realizzare e nessuno si è posto il problema di prevedere una struttura anche nel Piacentino? Nel nuovo ospedale si può attrezzare un reparto apposito per le terapie intensive e dare una garanzia al nostro territorio che è più vasto dei confini provinciali/regionali e con un vasta porzione montana con problemi di collegamenti. E perché gli amministratori locali del territorio, in trincea oramai dal 23 di febbraio a combattere l’epidemia non sono stati avvisati o ascoltati in modo che potessero fare una proposta anche per Piacenza? Auspichiamo che Bonaccini possa fare una riflessione dopo queste sollecitazioni, in modo che il tributo di decessi e di contagiati pagato attualmente dai piacentini non si debba ripetere in futuro. La struttura più vicina (Parma) implicherebbe notevoli problemi di spostamento e favorirebbe lo spostamento in Lombardia per i territori di confine e quelli più distanti con tutte le conseguenze del caso (a partire dai familiari dei ricoverati). Piacenza deve entrare assolutamente in rete con una sua struttura inclusa in questa rete regionale/nazionale, ancora una volta non possiamo essere dimenticati dal livello regionale su queste importanti scelte per il futuro della sanità: Forza Italia Piacenza si batterà per far sì che ciò non avvenga».

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