Sicurezza, Foti: «Videosorveglianza in ogni asilo e in tutte le strutture socio-assistenziali»

Il consigliere regionale Tommaso Foti (Fdi-An): «Le strutture avranno un anno di tempo dall'approvazione della norma per adeguarsi alle disposizioni»

Tommaso Foti

Un sistema di telecamere a circuito chiuso, conforme a quanto prescritto dal Codice in materia di protezione dei dati personali, in tutti «gli asili nido e le scuole dell'infanzia, pubblici e privati», e in tutte le «strutture socio-assistenziali per anziani, per disabili e per minori in situazione di disagio, convenzionate o non convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, nonché quelle gestite direttamente dalle aziende sanitarie locali a carattere residenziale e semiresidenziale».

A proporlo è Tommaso Foti (Fdi-An), in un progetto di legge alle Camere presentato il 22 febbraio per «promuovere politiche attuative di contrasto agli abusi fisici e psicologici a tutela di soggetti deboli, quali bambini, anziani, diversamente abili sia fisici che psichiatrici, ospiti delle strutture, sia pubbliche che private».

«Le strutture - spiega il consigliere - avranno un anno di tempo dall'approvazione della norma per adeguarsi alle disposizioni: l'autorità competente ordinerà poi la sospensione dell'attività nelle strutture pubbliche e private quando quest'ultime, decorsi i termini previsti, non abbiano adempiuto gli obblighi introdotti dalla presente legge, e lo stesso vale per le strutture di nuova costruzione. L’attività di sorveglianza, si specifica nel progetto di legge, deve essere affidata esclusivamente a personale appartenente alla struttura interessata».

«Per quanto riguarda le strutture pubbliche - conclude - le amministrazioni pubbliche competenti e le aziende sanitarie locali assicurano che le strutture possiedano i requisiti urbanistici, edilizi, di prevenzione antincendio, di igiene e di sicurezza organizzativo-funzionali e di gestione del personale previsti dalla normativa vigente, con particolare riguardo alla tipologia e al tipo di utenza, e provvedono all'installazione di telecamere a circuito chiuso nelle strutture di loro competenza. Le strutture private invece provvedono autonomamente all'installazione delle telecamere a circuito chiuso e ne danno comunicazione, entro trenta giorni, alle amministrazioni pubbliche competenti».

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