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Elezioni comunali 2024 / Castel San Giovanni

Sicurezza, Piacere Castello: «Non solo più telecamere, ma con monitoraggio in tempo reale»

La lista a sostegno della candidata a sindaca Mariacristina Ceruti: «Apparecchiature all’avanguardia che possono riconoscere episodi di criminalità e contattare istantaneamente le forze dell’ordine»

«In questi giorni abbiamo sentito spesso parlare del tema della sicurezza: più di una volta ci è stato detto che “qualche telecamera in più non basta, serve un presidio h24 delle forze dell’ordine”. Questo sarebbe indubbiamente corretto, se si mantenesse l’uso degli attuali dispositivi e se vivessimo in una realtà dove le forze dell’ordine possono essere dappertutto. Purtroppo, bisogna fare i conti con la mancanza di organico di polizia di stato e carabinieri e con le reali libertà d’azione di un’amministrazione comunale che, aldilà dei proclami, non può ordinare un presidio permanente di carabinieri o polizia, ma soltanto evidenziarne la mancanza». A intervenire sul tema la lista civica “Piacere Castello”, in corsa alle prossime elezioni amministrative con la candidata a sindaca Mariacristina Ceruti.  

«Pertanto - continua la nota stampa - ci siamo chiesti cosa può essere fatto realmente e concretamente da parte di un’amministrazione preparata e al passo con i tempi, per una gestione efficace e consapevole delle risorse in materia di sicurezza. La nostra risposta nasce grazie a competenze moderne: la proposta è non solo di incrementare il numero di telecamere presenti sul territorio ma di farlo utilizzando le tecnologie che ci offre il nostro tempo. Utilizzeremo telecamere smart che possono essere installate facilmente dove necessario, per esempio sui lampioni o edifici pubblici, e permettono un monitoraggio in tempo reale della situazione circostante. “In tempo reale” è il concetto chiave: queste apparecchiature all’avanguardia possono riconoscere episodi di criminalità e contattare istantaneamente le forze dell’ordine, oltre a dissuadere i malfattori mediante allarmi luminosi e sonori. Non si tratta di semplici “telecamere del giorno dopo”, che spesso risultano poco efficaci se non inutili, ma vere e proprie sentinelle che vanno a potenziare l’azione delle forze dell’ordine sul territorio. Accanto a questa misura è necessario anche aggiornare il regolamento comunale in merito al corpo di polizia locale. Dal punto di vista organizzativo, infatti, il Comune deve avere un regolamento che preveda quali direttive impartire alla propria polizia locale. E, sulla base di tale regolamento, è possibile ottenere un aumento delle risorse economiche ed andare ad assumere ulteriore personale, facoltà concessa dal 2017. Così facendo, si riuscirebbe a dare maggiore efficienza al servizio, permettendo al personale di esprimere tutta la propria professionalità. Oltretutto, raggiungendo il numero di almeno 7 addetti si istituirebbe un corpo di polizia municipale che risulta essere (i) condizione necessaria per accedere a finanziamenti su base regionale e una ulteriore condizione per poter nominare un addetto al coordinamento, che possa migliorare l’attività sul territorio (si pensi al controllo delle frazioni)».

«Questa costituisce, a nostro avviso - prosegue Piacere Castello - la base per poter parlare di sicurezza sul territorio di Castel San Giovanni. La domanda, quindi, è: Castel San Giovanni ha un regolamento di polizia municipale? La risposta è no. Il regolamento per l’ordinamento degli uffici e dei servizi ha visto un ultimo aggiornamento nel 2019 ma non disciplina nulla in materia di polizia urbana. Quanto è grave questa situazione? Molto. Difatti, non solo non permette di avere una organizzazione idonea al nostro comune, ma esclude di poter definire parametri per misurare gli “indici locali di criminalità”, necessari per poter interloquire a livello sovracomunale. Pertanto, riteniamo necessaria una spinta volta a cambiare e migliorare sensibilmente questa realtà. Inoltre, uno dei cardini del nostro programma è “l’approccio integrato”: le telecamere intelligenti saranno utili non solo in termini di sicurezza ma, se dotate di sensori adatti, saranno in grado di monitorare traffico, temperatura, qualità dell’aria, cioè tutti parametri fondamentali per avanzare richieste e sviluppare progetti credibili».

«Quanto proposto finora sembra essere ottimo. Ma è un progetto realizzabile? Certamente – concludono - infatti questo concetto di sicurezza integrata è già presente nella nostra legislazione, sia a livello regionale (legge regionale 24/03 dell’Emilia-Romagna) che a livello nazionale (DL 14/17). Quest’ultimo lega la sicurezza ad un fondo di finanziamento degli investimenti e dello sviluppo delle infrastrutture mettendo a disposizione 3 miliardi l’anno sino al 2032. Inoltre, il concetto di smart city è già presente sul territorio nazionale, partendo da città capofila come Milano o Firenze, a comuni più piccoli come Imola (BO), Sestu (CA) o Lunano (PU). In conclusione, vogliamo evidenziare e rimarcare, come sia possibile sfruttare efficacemente molteplici risorse per creare una proposta moderna, affidabile e concreta, convinti che il nostro hashtag #sipuòfare non sia solo uno slogan ma un approccio finalmente nuovo all’amministrazione locale, superando così visioni obsolete e quindi poco efficaci».

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