Silva (Italia Viva): «Dpcm folle»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

«Chi ha lavorato a questo Dpcm non conosce minimamente il faticoso lavoro degli addetti alla ristorazione, la pianificazione delle scorte alimentari e dei costi da ammortizzare. Significa non comprendere che tale decisione avrà ripercussioni gravissime sull'indotto di fornitori che gravita intorno a loro. Fare chiudere ristoranti e bar  alle 18, lasciando l'asporto nelle ore seguenti é folle e non permette neppure di poter coprire i costi fissi di gestione. Senza contare le spese affrontate nei mesi precedenti dai gestori di bar e ristoranti per mettere in sicurezza sanitaria i loro locali e le inevitabili ripercussioni occupazionali.  Chi lo ha partorito in estrema sintesi non ha la più pallida idea di cosa significhi lavorare. E poi basta davvero con inutili  conferenze stampa in notturna prive di logica, basta con annunci capaci di  generare solo confusione, sfiducia e rabbia.  C'era tutto il tempo per programmare una ripresa del virus ampiamente prevista.  Per riorganizzare il sistema dei trasporti locali armonizzandolo con il ritorno dei ragazzi a scuola di settembre. C'era tempo per attingere ai fondi per la sanità del Mes e pianificare come investirli. C'era tempo per stringere le maglie dei controlli e far applicare le leggi dello Stato punendo cittadini ed imprese inadempienti e lasciando lavorare e vivere imprese serie e cittadini civili. C'era tempo per imparare a convivere con un virus che sarà tra noi ancora per molto tempo. C'era tempo per non improvvisare! Peccato far parte di questo Governo e non poter incidere sulle decisioni».

Sabrina Silva (Italia Viva) Ziano 

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