Elezioni Bonifica, la sinistra piacentina: «La politica affronti la questione»

«Stupisce che a decidere le regole del gioco, ed in questo caso l’esclusione di una lista, sia il Comitato amministrativo  del Consorzio, composto da persone che si trovano in competizione nelle liste ammesse. Come dire che l'arbitro di una partita di calcio è anche il capitano di una delle due squadre»

La sede del Consorzio di bonifica

«Ci appare assolutamente doveroso intervenire in merito alla grottesca vicenda delle Elezioni Consortili 2015 del Consorzio di Bonifica di Piacenza»: così il partito della Rifondazione comunista, Sinistra ecologia libertà, Partito comunista d'Italia, Possibile - comitato di Piacenza, Altra Emilia Romagna hanno commentato sulla questione delle elezioni del Consorzio. 

«Apprendiamo dalle notizie di stampa e dai comunicati ufficiali del Consorzio che delle tre liste che si erano presentate, solo due sono state ammesse, mentre una, sostenuta da Confedilizia, Adiconsum, Legambiente, Domusconsumatori, risulta esclusa per presunti vizi legati alla autenticazione. Una delle due liste ammesse ha poi deciso di ritirare alcuni candidati, lasciandoli solo in due delle quattro sezioni. Anzitutto ci preme sottolineare che il Consorzio di Bonifica di Piacenza, istituito con Legge della Regione Emilia-Romagna n. 5 del 24 aprile 2009, si configura come persona giuridica pubblica. Aggiungiamo che i beni naturali soggetti alla sua azione di tutela, in primo luogo le risorse idriche, sono senza ombra di dubbio beni comuni, come sono pubbliche e comuni, in quanto derivanti dalle somme pagate dai cittadini e/o da finanziamenti pubblici, le risorse economiche che il Consorzio utilizza».

«A fronte di tutto questo - continua la nota - stupisce che a decidere le regole del gioco, ed in questo caso l’esclusione di una lista, sia il Comitato amministrativo  del Consorzio, composto da persone che si trovano in competizione nelle liste ammesse. Come dire che l'arbitro di una partita di calcio è anche il capitano di una delle due squadre. Crediamo che, aldilà del merito di legittimità della decisione assunta, nel quale non entriamo, non avendo allo stato elementi di conoscenza, vi sia un più generale merito di legalità, democrazia e trasparenza. Riteniamo che le funzioni di governo, di minoranza e di controllo non possano essere esercitate contemporaneamente dagli stessi soggetti: in particolare le funzioni di controllante e di controllata dovrebbero essere separate, per assicurare criteri di imparzialità e di libertà di giudizio».

«Queste elezioni consortili - conclude la nota - rappresentano ancora una volta una realtà fatta di immobilismo, di autoreferenzialità e di cristallizzazione di interessi di pochi, a fronte invece di ingenti risorse che provengono da un’intera comunità. Auspichiamo che le istituzioni, in primis la Regione, ma anche il Comune di Piacenza, le altre amministrazioni interessate e la Provincia, vogliano affrontare con risolutezza non solo la questione contingente, ma anche il futuro, le finalità e le regole del Consorzio di Bonifica. La politica non può risultare la grande assente quando si parla di beni e di risorse pubbliche: questo significa lasciare mano libera ai poteri forti, a discapito della maggioranza di cittadini contribuenti e di una efficace e reale tutela dell’ambiente e del territorio».

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