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«Situazione fuori controllo in centro, il presidio del territorio è svolto male»

Risse tra bande giovanili, Trespidi incalza prefetto e questore: «Il coordinamento non funziona». Fiazza (Pd): «Il presidio della Polizia Locale è più uno sportello per le lamentele». Segalini (Lega): «Ma dove sono i genitori dei ragazzi?». Per il sindaco serve una risposta educativa

«Anche in questo weekend risse tra giovanissimi in centro storico. Ritengo che il tema non sia affrontato in modo adeguato da chi ha responsabilità su sicurezza e ordine pubblico». Massimo Trespidi, consigliere di “Liberi”, va dritto al punto in Consiglio comunale, durante la seduta del 22 febbrario, chiamando in causa prefettura e questura per la gestione dell’ordine pubblico in centro, dopo le frequenti risse tra bande giovanili delle ultime settimane. «Serve un servizio di polizia in borghese – ha espresso Trespidi in aula -. Le forze dell’ordine quando arrivano a sirene spiegate e in divisa provocano la fuga dei giovani».Massimo Trespidi-16

Per il rappresentante dell’opposizione ormai anche piazza Cittadella è diventata un’area compromessa. «I residenti assistono a reati di spaccio a cielo aperto. Forse non lo sanno le forze dell’ordine, ma non ho problemi a dirlo: si verificano soprattutto quando è aperto il bar all’angolo della piazza. A prefetto e questore dico che il coordinamento non mi sembra funzionare, si arriva troppo tardi sui luoghi di spaccio».

Trespidi ce l’ha con il prefetto Daniela Lupo. «Ho chiesto di essere ricevuto tre settimane fa per presentarle alcune problematiche. Non ha mai risposto. Questo è il senso delle istituzioni che ha certa gente, che sarebbe meglio mandare a casa». L’ultimo sabato è stato movimentato. «La situazione non è sotto controllo. Come si sta affrontando il problema? Bene il progetto con la Diocesi per educare i giovani, ma il presidio del territorio è fatto malamente».

IL PD: «IL PRESIDIO DELLA POLIZIA LOCALE E’ PIU’ UNO SPORTELLO DI LAMENTELE»

Sull’argomento la prima a intervenire è stata Lorella Cappucciati (Lega) che si è chiesta cosa succederà la prossima estate senza una risposta della società e della politica al fenomeno. Ha voluto dire la sua anche Christian Fiazza (Pd), dopo che proprio nei giorni scorsi è stato aperto un presidio di Polizia Locale in piazzetta Pescheria, a due passi da Piazza Cavalli. Da qui gli agenti partiranno per pattugliare le zone nevralgiche del centro: questa è la soluzione proposta dal Comune per risolvere il problema. «Il presidio – ha dichiarato il consigliere Pd - non diventi il punto informativo o il punto “lagnanze” dei cittadini. Questo non favorisce la volontà di fare presidio nel centro storicChristian Fiazza-16o». «Sono andato a vedere il presidio venerdì – ha aggiunto ancora Trespidi -. C’era un solo agente, che in pratica non faceva altro che ascoltare le rimostranze dei cittadini. Solo quello. È diventato uno sportello di lamentele».

«Non ci sono soluzioni facili a portata di mano – è il pensiero di Giulia Piroli (Pd) - per un tema così complesso. L’educazione rimane la risposta migliore per i giovani». «La sicurezza non si risolve con slogan e con il ventilato pugno di ferro – ha preso la parola Sergio Dagnino (Movimento 5 Stelle) - annunciato prima delle Elezioni. È un problema complesso. Si stanno moltiplicando gli episodi in centro storico. Il Covid sta aggravando la condizione, perché i ragazzi non hanno uno sfogo nel tempo libero».

«Anche in vicolo del Guazzo c’erano problemi – ha aggiunto Roberto Colla (Pc Oltre) - e sono stati chiamati gli educatori di strada. Da tempo segnalavo l’importanza del “piantone” sotto il Comune: sarà un caso ma da quando non c’è più l’agente di Polizia Locale sotto Palazzo Mercanti, succede di tutto. Comunque attendiamo risposte sull’ordine pubblico anche nelle periferie, non solo in centro».

LEGA: «DOVE SONO I GENITORI DI QUESTI RAGAZZI?»

Per Carlo Segalini (capogruppo Lega) ci si è dimenticati di chiamare in causa quelli che dovrebbero essere i primi interessati alCarlo Segalini-8 fenomeno. «Mi dispiace che nessuno abbia mai parlato, in questo dibattito, di famiglia. Il ruolo delle famiglie di questi ragazzi, non esiste più? Perché non si interessano di questi ragazzini? Ben venga l’attività – adesso molto limitata dal Covid - di oratori e società sportive. Si dice che tra i ragazzi stranieri coinvolti molti sono islamici e quindi non possano andare nelle parrocchie. Ok, ma non potrebbero neanche bere alcolici allora, eppure sono ubriachi tutti i giorni».

IL SINDACO: «PROBLEMA CHE ESISTE DA UN ANNO, LE SANZIONI SONO "UN AVVISO" AI GENITORI»

Sulle baby gang anche il sindaco si è sentita in dovere di esprimere una posizione. «Avevo lanciato l’allarme sulle bandi giovanili – ha ricordato Patrizia Barbieri in aula - già nella primavera del 2020, quando scoppiò il Covid. Questi ragazzi erano molesti, davano fastidio, provocavano, sfidavano. Erano anche minori che arrivavano da fuori città, si ritrovavano qui e formavano gruppi di ragazzini».

Per il sindaco «ciascuno deve fare la propria parte», riferendosi al ruolo delle forze dell’ordine, del Comune, delle famiglie e delle agenzie educative. «L’ordinanza anti-assembramento in centro serviva anche per questo, a far arrivare qualche sanzione in modo che i genitori interrogassero i figli sul comportamento tenuto fuori da casa. Mi dispiace che poi, tra le sanzioni, ci siano finite anche persone ignare del provvedimento, in buona fede».

Secondo il primo cittadino «il progetto educativo è fondamentale». «Si possono organizzare pattuglie – ha concluso il dibattito Barbieri - ma i ragazzi sono veloci e rapidi, scappano subito. Le multe servono proprio a responsabilizzare le famiglie, è un avviso a loro. In quel momento ci attendiamo che si preoccupino di quanto sta succedendo. Gli oratori, comunque, sono aperti anche ai musulmani. Don Alphonse Lukoki fa un centro estivo per tutti, senza guardare agli orientamenti religiosi dei ragazzi».

presidio piazzetta Pescheria-6

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