«Solidarietà ai colleghi Seta di Modena: ora intervenga la politica»

Badagnani (Faisa-Cisal): «Dirigenza Seta inadeguata, la politica piacentina rifletta sulla spartizione degli incarichi tra reggiani e modenesi»

«A seguito dell’indizione di procedure di sciopero a Seta Modena – informa la  segreteria Provinciale Faisa Cisal nella persona di Fabrizio Badagnani -per varie ataviche problematiche, come di consuetudine, il personale ha sospeso legittimamente le prestazioni straordinarie. Nonostante il legittimo diritto dall’astensione allo straordinario, la Direzione Seta ha imposto ai lavoratori di Modena attraverso i bollettini di servizio, l’obbligo a prestazioni ultra lavorative minacciando sanzioni disciplinari.

Il rifiuto motivato allo svolgimento dello straordinario, non giustificato da eventi di particolare gravità o di pubblica utilità, ma da lacune strutturali di organico dell’azienda (che ha peraltro a disposizione una lunga lista di operatori idonei che hanno superato le prove concorsuali di guida), ha prodotto da parte della Direzione Seta l’opinamento di 5 giorni di sospensione ai Lavoratori astenuti per ogni mancata prestazione imposta. Alcuni lavoratori hanno ricevuto 15 giorni di sospensione, narrano le cronache locali.

A seguito della protesta unitaria delle OO.SS. Seta di Modena, la direzione ha inoltre interrotto le trattative per l’armonizzazione contrattuale con tutti e 3 i bacini, inasprendo un clima di tensione oltre ogni limite tollerabile. Diversi Lavoratori di Seta del bacino di Piacenza e Reggio Emilia, a seguito dei gravissimi fatti esposti, ci hanno chiesto di affiancare i colleghi Modenesi con azioni di sciopero, considerato il medesimo potenziale pericolo derivante da un atto ingiustificato, illegittimo ed irresponsabile, mai visto prima nella storia degli Autoferrotranvieri.

Le riflessioni della Faisa Cisal di Piacenza, che ha deciso di dare una motivata pubblica risposta alle sollecitazioni dei Lavoratori, hanno prodotto il risultato che il Sindacato e i Lavoratori Seta, hanno una ben diversa concezione rispetto alla dirigenza aziendale, dell’importanza del nostro lavoro quotidiano a servizio della comunità; un servizio che dal basso cerchiamo di svolgere al meglio, spesso anche tamponando carenze e disservizi organizzativi di altrui responsabilità.

Nonostante la seria preoccupazione per un clima inaccettabile di relazioni sindacali in un momento estremamente delicato per il futuro dell’azienda prossima alle gare per l’affidamento dei servizi, pur stigmatizzando i comportamenti della Dirigenza aziendale Seta, esprimiamo viva solidarietà ai colleghi Modenesi e per il momento, con spirito di responsabilità, non attiveremo iniziative parallele di sciopero.

Ciò esclusivamente nel rispetto all’utenza, in prevalenza studenti e Lavoratori che pagano costosi abbonamenti, ma anche anziani o persone che non hanno altro mezzo per viaggiare,  in attesa che per una volta, assolutamente giustificata, la politica locale del Comune e della Provincia di Piacenza e l’assessore Regionale ai Trasporti, intervengano per imporre un riequilibrio dei comportamenti della dirigenza Seta altrimenti destinati a ripercuotersi sull’incolpevole utenza.

A questo punto, un profondo pensiero sull’adeguatezza di questa Dirigenza Seta, riterremmo doveroso e opportuno, anche e soprattutto da parte della politica Piacentina, che all’atto delle nomine ha assistito alla spartizione delle cariche direttive da parte di Modena e Reggio Emilia, con il risultato che a Seta Piacenza tutte le funzioni estranee all’esercizio sono state smantellate ed affidate alla suddetta spartizione Reggiana/Modenese.

Una spartizione delle cariche di gestione che non ci pare abbia prodotto eclatanti positivi risultati per il territorio Piacentino, al contrario un territorio smantellato e colonizzato con il peggioramento dei servizi e delle condizioni di lavoro dei lavoratori Seta di Piacenza».

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