Spandimento liquami. Pollastri: “Modificare la Direttiva Europea”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

“Intervenire per dar compimento alle richieste del mondo agricolo” è l’invito che, sotto forma di interrogazione, fa Andrea Pollastri (FI-PdL) alla Giunta Regionale.

L’azzurro, elogiando il senso pratico degli agricoltori che “Non fanno discorsi ideologici ma si limitano a guardare il cielo traendo le debite conseguenze”, chiede una deroga al divieto di spandimento dei liquami in vigore sino a fine mese poiché “L’eccezionale situazione meteo dell’inverno in corso, caratterizzato da alta pressione e temperature al di sopra della media, sta creando le condizioni ideali nei suoli per ricevere le concimazioni organiche”.

A questa richiesta Pollastri unisce quella, promossa da diverse Categorie del mondo agricolo e da alcune Amministrazioni Regionali [la Lombardia, ndr], di modificare la Direttiva “Nitrati”, ormai vecchia di oltre vent’anni e non più conforme alla situazione climatica, ma anche alle scoperte scientifiche attuali.

La questione riguarda principalmente le Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN), dove oggi vi è un limite di 170 Kg di azoto spandibile per ettaro in un anno, per evitare che un sovradosaggio porti all’inquinamento delle falde acquifere.

In base a degli studi realizzati da alcuni prestigiosi Istituti Universitari si è visto, però, che se i nitrati sparsi, pur superando il quantitativo indicato dalla Direttiva Europea, corrispondono al fabbisogno delle colture seminate, non vi è azoto in eccesso e la salubrità delle falde è salva.

“A tal proposito – fa sapere il Consigliere - il fabbisogno per ciascun tipo di coltura è già stato individuato nella tabella dei “Massimi standard di azoto efficiente distribuibile alle colture” (Mas), condivisa dalle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ed introdotta nei rispettivi Programmi d'Azione per le ZVN, entrati in vigore il 1 gennaio 2012, con durata quadriennale.”

“Tra l’altro – argomenta - che il tetto dei 170 Kg/ettaro non sia tassativo bensì relativo è già stato fatto proprio dall’UE quando, il 3 novembre 2011, accogliendo il principio che, a determinate condizioni, nelle ZVN, le aziende possono elevare il limite di concimazione a 250 kg/ettaro senza che la qualità delle acque ne risenta, ha concesso la deroga a favore delle Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.”

“Infine – prosegue - sostituire il criterio quantitativo a quello qualitativo, legato al tipo di coltura, eviterebbe di chiedere continue deroghe all’UE.”

“In questi anni – chiosa Pollastri – il problema dei nitrati si è dimostrato un vero e proprio cappio per gli agricoltori, in particolare per quelli che hanno stalle proprie, che hanno dovuto fare grandi investimenti per raccogliere e gestire i liquami e far fronte a limitazioni temporali al loro spandimento. In un periodo di crisi come questo non bisogna proseguire sulla linea dei divieti per ragioni ideologiche ma, grazie ale scoperte della ricerca, puntare su soluzioni che sappiano coniugare rispetto della salute e dell’ambiente con la salvaguardia della produttività. Per questo chiedo alla Giunta Regionale di intervenire, a fianco delle Associazioni di Categoria degli agricoltori ed alle altre Regioni del bacino padano per chiedere la Modifica della Direttiva “Nitrati”.”

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