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Spazi acqua, si torna al passato. Barbieri e Polledri: «La scelta è una responsabilità nostra»

L’Amministrazione fa mea culpa sul dietrofront nell’attribuzione degli spazi acqua alla Raffalda, da Kosmo a Piacenza Pallanuoto. Cugini (Pd): «Polledri ha agito in modo goffo». La replica: «Siamo tornati al vecchio sistema di orari, fare sport è un diritto»

Due società sportive piacentine in lotta per gli spazi acqua rischiano di aprire una crepa nell’Amministrazione Barbieri. La battaglia degli spazi acqua è approdata in Consiglio comunale. Un’interrogazione firmata da tutti i consiglieri dei gruppi di opposizione (Pd, Piacenza Più, Movimento 5 Stelle, Piacenza in Comune e Liberi) ha chiesto chiarimenti alla Giunta sulla gestione della piscina Raffalda. Le due società sono Kosmo e Piacenza Pallanuoto. Alla prima, in controtendenza rispetto a quanto avvenuto negli anni scorsi, era stata assegnata la serata di martedì sera, dalle 19 alle 21, per gli allenamenti dei giovani pallanuotisti. Il Comune, nel giro di qualche tempo, ha fatto poi dietrofront ripristinando il precedente sistema di orari e attribuzione degli spazi, restituendo a Piacenza Pallanuoto la fascia oraria del martedì. La decisione non è ovviamente piaciuta a Kosmo, che si è vista rivoluzionata il proprio calendario quando la stagione sportiva è già iniziata e dopo aver ottenuto una prima delibera a proprio favore dall’assessore allo sport Massimo Polledri.

Il Comune ha così rivisto gli orari a fine settembre, evidenziando il suo errore iniziale. La questione è stata illustrata in Consiglio dal capogruppo Pd Stefano Cugini. «Ci sono due società di pallanuoto - ha spiegato Cugini, davanti a un folto pubblico di interessati venuto ad ascoltare il dibattito - che hanno opinioni diverse sull’assegnazione degli spazi acqua e un’Amministrazione che ha fatto marcia indietro ribaltando una sua scelta. L’assessore allo sport Massimo Polledri ha cambiato idea lo scorso 26 settembre, favorendo prima una realtà e poi modificando la decisione. Come opposizione abbiamo raccolto i disagi: non prendiamo posizione a favore di una delle due società, però sottolineiamo un agire goffo della Giunta. Polledri forse ha ascoltato poco gli attori in campo e ci ha ripensato in corsa. Il dirigente che ha firmato la sua delibera evidenzia, stando sulla difensiva, che ci sono degli interessi politici che stanno a monte e che andavano rettificati. Polledri l’ha combinata grossa, il sindaco potrebbe pensare di commissariarlo». Cugini infatti sostiene che Polledri abbia favorito prima la società Kosmo e solo in un secondo momento il sindaco Barbieri ha modificato la decisione del suo assessore allo sport ripristinando il vecchio orario, sconfessando così la scelta iniziale.

«Il 7 agosto – Polledri ha fatto la cronistoria della vicenda - c’è stata una richiesta della Federazione Nuoto, il 23 agosto l’ufficio sport ha convocato le due società di pallanuoto per trovare un accordo tra loro. Una delle due ha dimostrato una chiusura totale, poi abbiamo esposto i nostri criteri per l’assegnazione. Il 26 settembre una nostra determina ha definito la scelta. Se l’opposizione pensa di provare una qualche forma per dividere la maggioranza o per mettere in cattiva luce qualcuno della Giunta, ha sbagliato. Mi prendo tutte le responsabilità politiche degli sbagli. L’Amministrazione, di fronte a una scelta, ha voluto fermarsi a riflettere sul metodo. La consulta suggerisce, noi ci prendiamo la responsabilità delle scelte. Lo sport è di tutti, tutti i bambini hanno diritto a usufruire di questo diritto allo sport. Pensare che chi ha più titoli sportivi è maggiormente autorizzato a utilizzare uno spazio acqua è un concetto sbagliato. Il diritto allo sport è sancito anche dall’Unesco. Si è scatenata una battaglia pensando a degli atleti-bambini che devono divertirsi. Gli adulti si devono fermare qui».

Sulla vicenda è intervenuta anche il sindaco Patrizia Barbieri. «Mi ero assunta l’impegno in una serata al Coni di costituire un tavolo dello sport. Poi si sono accavallate delle esigenze e dei bisogni delle società che a settembre avevano bisogno degli spazi acqua. Abbiamo commesso una leggerezza: negli anni passati la Federazione Nuoto era fondamentale per sciogliere la questione sugli spazi acqua, visto che sono limitati in città. Non ci sono solo due società che lottano per gli spazi, abbiamo anche altre realtà come Nino Bixio e Vittorino da Feltre. A inizio settembre ci scrivono una lettera tutte le società, tranne Kosmo, in cui si chiedeva di tornare alle precedenti attribuzione degli spazi.  Ci sono state situazioni poco chiare tra le società. Pallanuoto Piacenza ha però perso diverse ore, Polledri ha pensato di dare due ore a Kosmo al Polisportivo per liberare la Raffalda ma non ha trovato la quadra. Chi pratica sport deve avere la possibilità di vedere riconosciuti criteri. I risultati raggiunti a livello agonistico vanno riconosciuti, chi tanto ha dato allo sport piacentino deve ottenere. Ma non significa che qualcun altro deve sacrificarsi. Visto che tutte le società tranne una ci chiedevano di ripristinare gli orari vecchi, abbiamo rimesso in gioco la decisione. La comunicazione non è stata felice, son d’accordo. Ma la soluzione era nell’interesse politico, nel senso che accontentava più realtà possibili, ovvero tutte tranne una. Mi assumo la responsabilità della scelta, le società hanno chiesto l’inversione delle decisioni e ci siamo così fermati. Con questo tavolo dello sport avremo la possibilità di riflettere sulle decisioni future, che saranno prese con equilibrio".

Cugini si è dichiarato non soddisfatto delle risposte ricevute da assessore e primo cittadino. «Ripresenterò le domande in forma scritta – ha replicato - perché non ho ricevuto risposte chiare. È stata una partita gestita male. D’accordo con Polledri quando parla di pari opportunità tra le realtà e che non esiste meritocrazia, soprattutto se queste realtà che rivendicano di essere meritorie chiedono contributi pubblici. Se ottengono contributi pubblici, poi devono rifarsi ai valori del pubblico».

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