Lunedì, 18 Ottobre 2021
Politica

“Spese pazze” in Regione, condannati Francesconi e Pollastri (ex Pdl)

In primo grado i due ex consiglieri regionali del Popolo delle Libertà condannati rispettivamente a due anni e 10 mesi e due anni e 2 mesi per alcune spese tra il 2009 e il 2011

Otto condanne e quattro assoluzioni per uno dei processi di primo grado per le cosiddette “spese pazze” dei gruppi consiliari in Regione Emilia-Romagna, maxi-inchiesta sulle spese dei politici eletti in Regione che ha toccato trasversalmente tutti i gruppi consigliari dell'epoca. A Bologna è stata emessa la sentenza per quanto concerne l'allora gruppo del Pdl, il Popolo della Libertà, defunto partito frutto della fusione tra Forza Italia e andrea pollastri-4Alleanza Nazionale.

I dodici ex Pdl erano accusati di aver messo illecitamente a rimborso spese come viaggi e cene, tra il 2009 e il 2011. Tra le assoluzioni quella dei parlamentari in carica Galeazzo Bignami (ora con Fratelli d’Italia) ed Enrico Aimi. La sentenza è stata emessa dal collegio del Tribunale di Bologna. Accolte solo in parte le richieste della Procura, che aveva chiesto 10 condanne e due assoluzioni. Tra di loro anche due piacentini. L’ex consigliere regionale Andrea Pollastri è stato condannato insieme a Luca Bartoni a due anni e due mesi. L’altro piacentino coinvolto, Luigi Francesconi, a due anni e dieci mesi.

Condanne anche per Luigi Villani (due anni e un mese), Giorgio Dragotto e Gianguido Bazzoni (due anni e quattro mesi), Marco Lombardi (due anni e sette mesi) e Alberto Vecchi (tre anni e sei mesi). Tra le assoluzioni quella dei parlamentari in carica Galeazzo Bignami (ora conluigi-francesconi_original-2 Fratelli d’Italia) ed Enrico Aimi, insieme a Gianni Varani. Prosciolto Gioenzo Renzi. Per tutti i condannati è stata disposta l'interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena. Per Vecchi, invece, è stata disposta l'interdizione perpetua. All'epoca, l'inchiesta aveva coinvolto tutti i gruppi dell'Assemblea legislativa.

Ai vari consiglieri si contestava di aver scaricato spese private come rimborsi per l'attività politica, soprattutto rimborsi chilometrici e pasti. Ma anche regali, feste, cene di beneficenza, comparsate televisive. Fece scalpore anche l'inserimento di uno scontrino per un “sex toy” messo a rimborso, così come il bigliettino da un euro per l'utilizzo di un wc pubblico, per quanto riguarda le contestazioni ad altri gruppi consigliari.

Tra gli altri condannati, nella stessa inchiesta, si annoverano altri consiglieri, come nel 2017 l'allora capogruppo del Pd Marco Monari condannato in primo grado a 4 anni e 4 mesi e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici (ma assolto dalla Corte dei Conti), assolti gli altri consiglieri dem (tra cui l’ex consigliere piacentino Marco Carini). Vennero assolti anche i due consiglieri leghisti piacentini, Stefano Cavalli e Maurizio Parma. 

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