«Stiamo recuperando il 50% delle prestazioni sanitarie, ma ci vorrà un anno per tornare alla normalità»

Lavori negli ospedali di Piacenza, Castello e Fiorenzuola per arrivare a 53 posti di terapia intensiva (senza toglierli alle sale operatorie). La relazione del direttore Ausl Baldino in Consiglio comunale. Da luglio ripartiranno le prenotazioni, attualmente l'azienda sta recuperando le prestazioni di febbraio, marzo, aprile

Luca Baldino a Palazzo Gotico

Investimenti strutturali sui tre principali ospedali provinciali per aumentare fino a 53 posti l’attuale disponibilità di posti letto di Terapia intensiva e farsi trovare pronti a gestire un’eventuale ripresa epidemica del coronavirus. Nel corso del proprio intervento alla del Consiglio comunale di Piacenza, il direttore generale Ausl Luca Baldino ha spiegato il piano di azioni previste a Piacenza, Fiorenzuola e Castelsangiovanni. L’obiettivo è quello di creare zone dotate delle necessarie caratteristiche fisiche e strutturali per ospitare posti di Terapia intensiva e di Sub intensiva. Gli interventi si concluderanno entro il mese di agosto e avranno un costo complessivo di 2,5 milioni di euro.

«Nell’ottica di assicurare strutture e professionisti capaci di intercettare e gestire un nuovo picco, stiamo lavorando – ha spiegato Baldino – per incrementare la flessibilità complessiva delle strutture ospedaliere e la dotazione di posti letto intensivi e semi-intensivi». Prima dell’emergenza, i posti letto di Terapia intensiva erano complessivamente 15. Nove a Piacenza e sei a Castello. «Durante le fasi più critiche della pandemia, siamo riusciti a triplicare questa disponibilità – ha ricordato il direttore - utilizzando le sale operatorie». A Piacenza sono stati assicurati 30 posti letto, a Castello 14, con uno sforzo riorganizzativo che ora l’azienda è intenzionata non solo a mantenere ma a consolidare ulteriormente. Il primo fondamentale passaggio è quello di riuscire a liberare le sale operatorie che oggi ospitano posti di Terapia intensiva, per riprendere l’ordinaria attività chirurgica. Le modifiche strutturali previste a Piacenza, Fiorenzuola e Castello creeranno una situazione permanente ma flessibile: i locali potranno essere adibiti alle degenze ordinarie o a Terapia intensiva qualora ulteriori ondate di pandemia lo rendessero necessario.

A Piacenza, al terzo piano del polichirurgico, nel blocco A, è già in atto un intervento di ristrutturazione. Le stanze saranno dotate di ricambi d’aria e aree a pressione negativa. I posti letto saranno dedicati normalmente alla degenze dei reparti di Pneumologia (Unità terapia intensiva respiratoria UTIR) e Area critica (Sub Intensiva). In caso di necessità, in un tempo brevissimo (poche ore) le stanze potranno essere utilizzate per Terapia intensiva. Sempre a Piacenza, è previsto un intervento di riqualificazione anche per i 14 letti del reparto di Terapia intensiva: gli ambienti saranno dotati di ricambi d’aria e aree a pressione negativa. Infine, nell’ospedale cittadino è prevista la ristrutturazione e l’incremento di dotazioni tecnologiche per letti di Sub Intensiva nei reparti di Malattie infettive e in Medicina d’urgenza.

A Castelsangiovanni è in programma un intervento di riqualificazione: i 12 posti letto di sub intensiva in Cardiologia saranno dotati di ricambi d’aria e aree a pressione negativa.

A Fiorenzuola la riqualificazione riguarda alcuni ambienti del reparto di Medicina, nei quali si ricaveranno 8 posti letto di Sub Intensiva, pronto soccorso coronavirus-7dotati di ricambi d’aria e aree a pressione negativa.

Oltre agli investimenti strutturali, Baldino ha annunciato al consiglio che l’Azienda intende mantenere il personale acquisito durante l’emergenza, con le specifiche competenze cliniche ottenute sul campo.

«Sono 974 i decessi registrati dall’inizio dell’emergenza. Gli attuali pazienti ricoverati in terapia intensiva per Covid – ha aggiunto Baldino – sono ospitati da 6-7-8 settimane. Da alcuni giorni nessuno arriva più al pronto soccorso con sintomi Covid. Piuttosto capita che alcune persone arrivano per altre patologie e scoprono di essere positive».  «Evidentemente siamo in una fase di remissione il virus, ma non è scomparso. Ogni giorno due o tre positivi li troviamo. Circola ancora per Piacenza. Il caldo e il distanziamento rendono più difficoltoso il contagio. Ma per l’autunno dobbiamo essere pronti a una possibile ripresa del contagio. Alle Usca arrivano qualche decina di segnalazioni e alle in una settimana. Ora stiamo pensando al loro impiego anche nei centri estivi e scuole d’infanzia».

Tre gli obiettivi indicati da Baldino: mantenere altissima la sorveglianza sui casi di Covid, la preparazione delle strutture sanitarie per una eventuale seconda ondata e la ripresa dell’attività ordinaria. Il direttore ha informato che riparte questa settimana un secondo giro di tamponi nelle case di riposo, per operatori e ospiti.

Attualmente sono 38 i letti occupati dai pazienti acuti di Covid, oltre agli 11 posti impegnati in terapia intensiva, 79 i letti per isolamento dei pazienti di quarantena. In generale, 295 quelli dedicati ai no Covid in tutti i reparti. «Siamo arrivati a 46 sedute di sala operatoria a settimana – ha osservato Baldino - quando lo standard è di 70. E altre 11 sedute presso la casa di cura “Piacenza” dove abbiamo noleggiato alcune attività».

E l’attività ambulatoriale? «È ripresa tutta. La priorità è recuperare chi aveva prenotato a febbraio, marzo e aprile e si è visto disdire l’appuntamento. Abbiamo ri-calendarizzato il 50% delle prestazioni, dobbiamo recuperare l’altro 50%». «L’Ausl a primo di luglio inizierà a riprendere prenotazioni tramite il Cup per la fine di agosto, ora si stanno richiamando i pazienti che hanno saltato le visite». E il resto? «I volumi di lavoro ritorneranno come prima in almeno un anno. Speriamo di fare prima».

I pronto soccorso di Fiorenzuola e Castelsangiovanni verranno riaperti entro il 15 settembre. «Lo dico chiaramente: nessuno li vuole chiudere definitivamente. È che è il punto più delicato dell’intero sistema è proprio il pronto soccorso. Basta un paziente positivo a contatto con gli altri per creare dal nulla un focolaio di 50 casi».

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E gli ospedali piacentini? «A Fiorenzuola non ci sono più malati Covid. C’è solo un reparto intermedio di quarantena. Le attività ambulatoriali sono riprese tutte. A Castello abbiamo 41 posti letto post Covid, ma stanno calando, si sta esaurendo la casistica. I pazienti Covid li metteremo nelle malattie infettive a Piacenza. Villanova ha ripreso le sue attività e Bobbio era stato toccato meno dall’emergenza. «Non abbiamo mai interrotto – ci tiene a far sapere l’ingegnere – le cure palliative, l’attività dei consultori, la dialisi e le cronicità. E alcune attività a distanza verranno mantenute perché si sono dimostrate efficaci durante questa fase».

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