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Stop al Ddl Zan, Alternativa per Piacenza: «Anche la nostra città merita di meglio»

Alternativa per Piacenza (ApP): «Passo indietro nel cammino dei diritti civili, non c’è nulla da esultare»

«Così, dopo il via libera al “voto segreto”, puntuale è arrivato l’affossamento del disegno di legge contro le discriminazioni in base a sesso, identità, orientamento sessuale e disabilità, il cosiddetto ddl Zan. Oltre a segnare un passo indietro nel cammino dei diritti civili, non c’è nulla da esultare per aver riconsegnato l'Italia al poco onorevole novero dei paesi che non si sono ancora dotati di una legge di contrasto ai crimini d’odio occasionati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere delle vittime», scrive Alternativa per Piacenza (ApP) in una nota.

«Abbiamo chiaro da che parte stare: a difesa dei più deboli, per una società inclusiva, in cui tuttə abbiano gli stessi diritti e doveri. Nessuno escluso. Anche a Piacenza in questi anni si sono fatti gravi passi indietro in tema di diritti. Ricordiamo la censura allo spettacolo Drag Queen, la mancanza di un tavolo interistituzionale contro le discriminazioni, la difficoltà dei servizi sociali e la disorganizzazione nella risposta ai bisogni dei disabili, per passare dalla chiusura dei centri giovanili e l'opposizione alle famiglie arcobaleno. Quelle esultanze sono il fatuo trionfo della parte più reazionaria e integralista del Paese, ultra minoritaria, un'offesa per tutti gli italiani che si riconoscono nei valori di inclusione e lotta alle discriminazioni. Anche Piacenza merita di meglio. Noi siamo pronti».

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