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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Stragliati: «I programmi di terapie domiciliari oncologiche su tutto il territorio»

Così la consigliera regionale della Lega ha presentato un emendamento alla nota di aggiornamento al DEFR (Documento di Economia e Finanza Regionale) per far sì che tutti i cittadini della Regione possano ricevere a casa le stesse cure che, oggi, ricevono solo in ospedale

«La Regione estenda a tutte le Asl del territorio emiliano-romagnolo programmi di oncologia domiciliari, sul modello di quanto sperimentato a Piacenza con risultati ampiamente positivi». Così la consigliera regionale della Lega ER Valentina Stragliati ha presentato un emendamento alla nota di aggiornamento al DEFR (Documento di Economia e Finanza Regionale) per far sì che tutti i cittadini della Regione possano ricevere a casa le stesse cure che, oggi, ricevono solo in ospedale.

«Nell'azienda sanitaria di Piacenza – spiega la leghista piacentina - è stato strutturato un modello organizzativo che prevede l'intervento dei medici oncologici o ematologi che dalla rispettiva unità operativa dell'ospedale principale (Piacenza) si spostano giornalmente sul territorio e prestano la loro attività in ambulatori dedicati, con personale infermieristico dedicato negli ospedali di prossimità e in una casa della salute, favorendo la possibilità di visite, esami e cure oncologiche al domicilio dei malati che vengono inseriti nei percorsi diagnostico-terapeutici aziendali».

«A Piacenza l’esperienza, nata nel gennaio 2017 da un’intuizione del primario del reperto di Onco-ematologia Luigi Cavanna e dalla sua equipe, è stata assolutamente positiva, facendo risparmiare in quattro anno 3680 chilometri a ognuno dei 1339 pazienti curati in prossimità della propria residenza» aggiunge.

«A queste persone sono stati assicurati gli stessi trattamenti che sarebbero stati somministrati all’interno delle mura ospedaliere riducendo però i disagi che pazienti e famigliari si trovano ad affrontare e le spese per viaggi ed esami clinici» ribadisce. «Mi auguro che questo esempio virtuoso possa rappresentare un punto si svolta della cura e della presa in carico dei pazienti oncologici» conclude Stragliati.

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